Barletta, “Green Bat 2013”: conclusione con Ventola e Cascella sullo stato di salute delle acque

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Sebbene, come affermato da Gennaro Cefola, assessore provinciale alle Risorse naturali, alle Politiche ambientali e alla Difesa del suolo, le acque locali non versino in condizioni tanto gravi da giustificare l’allarmismo degli organi di stampa, la questione non appare più procrastinabile. Al pari delle fonti energetiche alternative (delle quali si è discusso lo scorso giovedì ad Andria) e dei rifiuti (i cui modelli di pianificazione, criteri autorizzativi e sistemi sanzionatori sono stati illustrati venerdì a Trani).

A inaugurare la tavola rotonda è stato il presidente della Provincia Francesco Ventola, che ha garantito il massimo impegno dell’istituzione da lui presieduta per il rispetto delle normative vigenti e il monitoraggio continuo finalizzato all’intervento immediato in caso di criticità.

Anche Pasquale Cascella, sindaco del Comune di Barletta, ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto dalle amministrazioni locali in materia, pur rilevando la preziosità dei contributi offerti da cittadini, tecnici e istituzioni in un meccanismo partecipativo in grado di modificare l’atteggiamento collettivo.

Il medesimo atteggiamento, al momento, è invece responsabile di un aumento dei consumi, di uno sfruttamento idrico e di sprechi che determinano una gestione non equilibrata delle risorse idriche, con conseguenti danni ambientali ed economici. Questo è quanto denunciato da Giancarlo Gusmaroli, coordinatore tecnico-scientifico del progetto LIFE AQUOR, che ha presentato un Contratto di Falda stipulato nel territorio vicentino che può essere “importato” dalla provincia pugliese per risolvere l’annosa questione ofantina. Secondo quanto affermato da Gusmaroli, è possibile praticare una gestione integrata delle risorse idriche sotterranee in prossimità delle coste mediante la ricarica degli acquiferi e una innovativa politica di governance.

Non meno interessante si è rivelato l’intervento del magistrato Antonio Savasta che, nell’auspicare una proficua collaborazione tra la magistratura e le amministrazioni locali, ha esaminato l’argomento dal punto di vista giuridico. In particolare, Savasta ha ripercorso le tappe principali dell’inchiesta condotta due anni fa sulla cosiddetta alga tossica che, giunta nelle zone costiere, ha messo a repentaglio la salute dei bagnanti.

Gianluigi Fiori, dirigente della Gestione impianti dell’Acquedotto Pugliese, ha focalizzato il suo intervento sul sistema idrico potabile e sui comportamenti in grado di salvaguardare le acque e rendere maggiormente efficiente il comparto energetico. Il direttore di Paragon Europe Malta, Anton Theuma, ha invece illustrato alcune attività di valorizzazione dei bacini idrici eseguite nel territorio maltese e in Europa, praticabili anche nella Bat.

 

Nicola Tupputi

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