Barletta, festa patronale modello “spending review”. Franco Pastore: «I cittadini meritavano di meglio»

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“La festa patronale di Barletta, la Festa della Madonna dello Sterpeto e di San Ruggiero, i due patroni della città, si è conclusa.

Mi sento, in questo momento, di interpretare il sentimento dei barlettani legati alle tradizioni, al valore e all’importanza delle tradizioni della propria comunità, quelle più antiche e radicate. Quella appena trascorsa è stata una Festa davvero all’insegna della spending review. Una festa dal sapore agrodolce che, ricca e accurata nel suo aspetto più importante, quello religioso – devozionale, ha espresso tutte le sue lacune nel suo volto più profano, ma non per questo meno importante.

Sono stati tre giorni trascorsi in fretta, forse troppo in fretta per chi, ancora oggi, li ha vissuti sapendo che quei tre giorni sono stati la sua estate, le sue ferie, tutto quanto si è potuto concedere, per sé e per la propria famiglia.

E’ soprattutto per queste persone, ma non solo, che la Festa della Madonna è un evento pregno di significati e dal grande valore sociale. Durante quei giorni persino le differenze sociali saltano. Tutti mangiano il panino con la salsiccia e i colori dei fuochi pirici in cielo sono uno spettacolo per gli occhi dei ricchi e dei poveri e non ci sono posti in prima fila o riservati, per nessuno. Lo splendore delle luminarie è per tutti e pure le bancarelle, quando le si mettevano sui corsi cittadini, erano per tutti. Poi ci sono i più anziani, soprattutto le donne. Ce n’è ancora qualcuna di quelle che escono di casa quasi in quell’unica occasione per assistere al passaggio della processione e assaporare la cassata sedute alla panchina della villa della stazione sotto le luminarie. Ma non c’erano.

Io penso che la festa avrebbe dovuto allontanare il pensiero della crisi, alleggerire gli animi, permettere ai barlettani di mettere da parte, anche per soli tre giorni, quelle preoccupazioni, dimenticarle. Invece la festa è stata esattamente a misura di crisi e ha riflesso a pieno il sentimento di ristrettezza che le famiglie già vivono quotidianamente, quando vanno a fare la spesa, quando acquistano vestiti solo per i bambini, perché crescono e non se ne può fare a meno, quando con grande difficoltà accontentano le richieste degli insegnanti dei figli, quando non sanno come comprare i libri. Insomma la festa è stata il riflesso della crisi profonda e difficile che stiamo vivendo.

So che l’amministrazione comunale sta operando in assenza del bilancio di previsione e, dunque, in dodicesimi, so benissimo che ci sono situazioni pregresse da sanare legate a mancati pagamenti che risalgono a un anno fa nei confronti del comitato delle feste patronali e di molti altri operatori. Eppure si sarebbe potuto fare di più per onorare il sentimento del popolo barlettano nei confronti di questa festa.

Come quando in un momento di restrizioni economiche in una famiglia capitano eventi straordinari che meritano di essere celebrati, comunque. Basta fare una riflessione. L’unico settore meno in crisi degli altri in questo momento è tutto l’indotto legato ai matrimoni: ristoranti, fotografi, fiori. Certo una inflessione c’è stata, ma non come per tutto il resto. Ci sono cose, occasioni, momenti per i quali le condotte e i provvedimenti “normali” saltano. Ma bisogna riconoscerle queste eccezioni, queste priorità, individuarle e leggerle come tali.

Concludo con i ringraziamenti a tutti coloro che, comunque, hanno reso la festa possibile, dal sindaco ai vigili urbani che hanno revocato lo sciopero, al comitato delle feste patronali, polizia, carabinieri e per finire a tutti gli operatori che sono stati impegnati nella sua organizzazione e svolgimento”.

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