Ostetriche Bari e Bat, la presidente del Collegio Interprovinciale: «Ruolo non riconosciuto come dovrebbe»

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Nel Sistema Sanitario Regionale il ruolo dell’ostetrica – ha puntualizzato la Schiavelli – non viene riconosciuto a pieno. Tali figure, infatti, sono carenti dappertutto e vengono confuse e sostituite sistematicamente dagli infermieri a danno della sanità e delle stesse donne. Nonostante le norme vigenti all’interno del Piano Sanitario Nazionale raccomandino che la fisiologia, anche nell’ambito ospedaliero, venga affidata alle ostetriche, in Puglia vi è una cattiva organizzazione del servizio e soprattutto il non riconoscimento delle specifiche competenze di questa figura professionale”.

Il Direttivo, ai sensi del D.L.C.p.S. 233/1946 ed in qualità di Ente Pubblico, ha il ruolo di garanzia della tutela della salute pubblica e delle prerogative professionali dell’ostetrica nel sistema salute e dopo un primo bilancio sulla collocazione dell’ostetrica nel mondo del lavoro, ha recentemente chiesto un incontro regionale con l’Assessore al Welfare Elena Gentile, al fine prioritario di “sensibilizzare i quadri dirigenziali del sistema salute verso il ruolo e le competenze dell’ostetrica, in un’ottica propositiva e collaborativa”.

L’ostetrica è la professionista della fisiologia – ha continuato la Presidente – e non riconoscere questo porta a delle conseguenze negative come. Ad esempio, l’aumento esponenziale degli interventi di taglio cesareo dovuto alla mancanza di un’assistenza fisiologica adeguata. Indagini importanti dimostrano che laddove le donne vengano prese in carico dalle ostetriche, anche a livello consultoriale, si registra un miglioramento della qualità dell’assistenza ostetrica, si facilita lo sviluppo dell’empowerment delle donne relativamente alla gestione del parto, allattamento e funzione genitoriale. Di notevole importanza risultano le attività di counceling sulla prevenzione e contraccezione, oltre l’accompagnamento durante gli importanti mesi di gestazione e nel post parto. Chiedere un incontro con l’Assessore Regionale al Welfare per discutere dei modelli organizzativi ed assistenziali che proponiamo, deve essere considerata un’occasione di scambio e di confronto teso al miglioramento sia dell’appropriatezza nelle cure che dell’ assistenza”.

Prioritario è l’interesse nei confronti della donna e della sua salute. A tal proposito condizione determinante risulta essere la tutela delle competenze professionali all’interno dei servizi dell’area materno-infantile e della salute di genere.

 

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