Elezioni amministrative Bat: contro la compravendita del voto il video “in_coscienza” di Artemia Salina

0
183

Ma ad ogni campagna elettorale, la gente si trova di fronte alle stesse problematiche, in un bilancio finale con più problemi che soluzioni, incartata nella burocrazia, in richieste non accolte, inciampando, letteralmente, nella mancata cura e manutenzione di cose pubbliche che dovrebbero essere tutelate e garantite da chi del Comune è il rappresentante. Illusa e conseguentemente disillusa da sindaci che quasi battendosi il petto, al tempo, avevano promesso.

Le buone intenzioni come sempre ci sono tutte, ma basteranno in un momento in cui l’economia è ormai sotto i tacchi di un Paese che di “bel”, forse ormai, conserva solo i monumenti, dove l’istruzione viene calpestata e i giovani possono facilmente smarrirsi nel “nulla” offerto loro come prospettiva, il pianeta soffoca sotto la spazzatura e continua ad essere sfruttato in maniera superiore a quanto può concedere, la violenza, domestica e non è ormai all’ordine del giorno, in un quadro che dal nazionale, cambia di poco le sfumature nel dettaglio dei Comuni?

È in questa realtà, che come per incanto in circa 30 giorni di fuoco di campagna elettorale, intere comunità di eroi ed eroine calati negli sfavillanti panni della salvezza pubblica, ci promettono, garantiscono, tuonano che una volta eletti come primi cittadini, ridaranno ai Comuni di appartenenza le soluzioni necessarie per un futuro migliore, senza sprechi, con più lavoro per tutti, con minore violenza e che nel giro di poco tempo, il Comune in questione potrà tornare a splendere per eccellenza. A volte come se bastasse passarci su la mano, veloce come un colpo di spugna, lasciando a proliferare, nascoste nel terreno le radici che prima o poi torneranno prepotenti a spuntare fuori e farci inciampare come pericolose protuberanze su un marciapiede.

Regolare come le elezioni arriva poi, come fosse un risvolto della medaglia, il problema per eccellenza, con ripercussioni che nel peggiore dei casi possono durare per anni: la compravendita di voti. Quasi una piaga sociale che dall’incoscienza, all’ignoranza, passando per il poco rispetto di sé stessi e dei propri diritti, è capace di trovare uno spazio cosi ampio da creare vere e proprie crepe nel sistema dell’elettorato libero. Un buco nero che mina la possibilità del vero cambiamento e si muove sulle corde di chi ancora, illuso, crede che un nome espresso in cambio di denaro o promesse personali, possa poi davvero cambiare la realtà delle cose ed essere vantaggioso.

La nozione base che manca a chi vende e a chi compra voti è che: chi è sicuro del proprio lavoro, del proprio programma e delle sue possibilità reali di riuscire, con profonda analisi dei problemi sociali e relative soluzioni, può cambiare ciò che non va e non ha bisogno di “comprare” le adesioni, ma le conquista sul campo.

I Ragazzi dell’ Associazione Artemia Salina, che da qualche anno è attiva all’interno del territorio margheritano come organo di denuncia e cambiamento delle situazioni critiche del Comune, con il loro video di denuncia: in_coscienza, lanciano un esempio per tutte le realtà comunali e scrivono: “I voti si devono pesare non contare” e in una manifestazione di dissenso legata ad un solo Comune (Margherita di Savoia), si può osservare un problema comune e una speranza condivisa: che sia a questa realtà che ogni cittadino chiamato alle urne si rapporti, che si dia la possibilità di non cedere all’illusione di facili guadagni e promesse, di lasciare da parte l’egoismo per il bene dell’intera comunità, avere la voglia di far valere i propri diritti e scegliere per sé, per il proprio futuro e per quello della società in cui vive, il meglio che se non è sempre facile, è sicuramente il più efficace.

Nicoletta Diella

Ecco il video dell’Associazione

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here