“Barletta Pride” e il patrocinio comunale negato: solo Cannito e Rizzi firmano impegno Arcigay Bat

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“Con tale documento Arcigay avrebbe potuto ovviare alla obiezione mossa dalla Commissaria prefettizia dott.ssa Manzone, che ha negato il patrocinio auspicando che lo stesso fosse condiviso dai futuri amministratori della città”, sostiene il presidente Michele Pio Antolini.

“Se mai ce ne fosse bisogno, ricordiamo ad attuali e futuri amministratori della “cosa pubblica” che il patrocinio di un evento culturale comporta per l’associazione promotrice un risparmio notevole sui costi di occupazione dei luoghi pubblici utilizzati, risparmio che, evidentemente, con questi giochi di potere da “Ancien Regime” ci viene negato.

Dei candidati, hanno aderito alla nostra iniziativa, sottoscrivendo il documento di intenti, il dott. Cannito, il quale è intervenuto agli incontri di presentazione del Barletta Pride e Michele Rizzi, già sostenitore di Arcigay e tesserato presso il circolo “Le mine Vaganti”.

Gli altri candidati hanno ritenuto di sostenere, attraverso comunicati sui social network, il Pride, ma di non voler sottoscrivere un impegno, oppure hanno ritenuto, in altri casi, che non fossimo un elettorato degno di risposta, una qualunque risposta”, osserva Antolini.

La mancata sottoscrizione della dichiarazione da parte degli altri quattro candidati (Giovanni Alfarano, Pasquale Cascella, Patrizia Corvasce e Giuseppe Tupputi) impedisce per ora di “intavolare una discussione con la Commissaria prefettizia che tenga conto anche della volontà scritta del futuro sindaco, chiunque egli sia. Al futuro sindaco ed ai futuri amministratori comunali di Barletta ricordiamo che il loro mandato investirà del ruolo morale di rappresentati di tutte e tutti i cittadini, comprese e compresi socie e soci che quotidianamente consacrano tempo, impegno e passione per la crescita civile di questa città”.

 

 

 

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