A Barletta Eraclio “raddoppia”: originale torta per il 522° compleanno

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La tradizione vuole che qualche mese prima che Colombo scoprisse l’America, furono i Barlettani, a proprie spese di bilancio comunale, a scoprire come simbolo della Città, in quel 19 maggio 1491, la statua di Eraclio a cui erano state appena rifatte le gambe e le braccia, issandolo sul basamento allora addossata direttamente alla parte della Basilica del Sepolcro.

Venti giorni di lavorazione del tutto artigianale ma sempre molto, molto artistica e fedele all’originale, con la riproduzione in scala del Colosso studiata al computer, un’armatura di metallo, la scultura in gesso e polistirolo, lo strato esterno di zucchero, infine il tocco di colore: una “creazione”-capolavoro degna di essere ben rappresentativa del monumento unico al mondo costituito appunto da Eraclio, bronzo di provenienza bizantina che la tradizione vuole portato sul lido di Barletta a bordo di una nave veneziana proveniente dal sacco di Costantinopoli dopo la IV crociata del 1204.

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La statua di zucchero è giunta invece in corso Vittorio Emanuele accolta dal fragoroso applauso delle centinaia di convenuti, fra barlettani e turisti curiosi dell’evento. Febbrili ma precise le fasi dell’installazione, con la riproduzione in zucchero del Colosso che ha sovrastato il basamento a più ripiani anch’esso in zucchero: minuti di suspence durante questa fase di montaggio, e poi la “ola” per il fissaggio della croce nel pugno alzato di Eraclio. Sulle note di “Tanti auguri a Te” e sulla promessa di iscrivere la statua nelle candidature per il Guinnes dei primati mondiali…

 

Fonte: comunicato stampa

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