Berlusconi a Bari, 65 pullman dalla Bat. Il Pdl: «150 mila in piazza Libertà», le foto esclusive

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Prendendo il dato con il dovuto beneficio d’inventario, è indubbio comunque che si sia trattato di un imponente bagno di folla, a pochi mesi di distanza dalla precedente visita dell’ex premier a Bari, al Teatroteam, durante la campagna elettorale. Dalla nostra provincia sono arrivati nel capoluogo regionale 65 pullman; in totale sono stati 650 quelli arrivati da tutta la regione.

La Puglia si conferma quindi roccaforte nazionale del centrodestra, con gli elettori che continuano a tributare consenso a Silvio Berlusconi e al Popolo della Libertà, sia nel segreto della cabina elettorale che in occasione di  eventi pubblici.

E proprio dallo stallo post-elettorale il Cavaliere inizia il suo discorso: “O c’è subito un governo forte e stabile per l’Italia oppure meglio ridare la parola agli italiani votando a giugno”. Altro tema caldo dell’attività parlamentare è l’elezione del Presidente della Repubblica: “Prodi al Colle? Ci converrebbe  andare tutti all’estero”, ha detto Berlusconi. Riferendosi poi alle votazioni online del Movimento 5 Stelle per la scelta del Capo della Stato: “Volete Gino Strada al Colle? Volete la Gabanelli? Perché questi sono i nomi che stanno emergendo dai grillini”.

Non può mancare l’invettiva contro i magistrati: “Tutti possono finire nel tritacarne giudiziario. Hanno cambiato la storia democratica del Paese e loro, i magistrati, non pagano neanche per i loro errori. I pm faziosi usano la giustizia a fini di lotta politica.”

Ironia sul leader del centrosinistra, Pier Luigi Bersani: “Bersani vuole i nostri voti ma non vuole un governo con noi, allora io gli dico: Bersani noi siamo moderati ma non abbiamo l’anello al naso, non stiamo a pettinare le bambole. Il giaguaro da smacchiare, gli scogli da asciugare… ma è Bersani che parla o è Crozza? E Crozza che scrive i testi a Bersani o viceversa? O hanno fatto una società in comune?”, ha aggiunto Berlusconi.

All’arrivo in piazza del leader del Pdl è stato intonato l’inno italiano; poi “Azzurro” di Celentano, con il testo rivisto per l’occasione: “Silvio il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me. Mi accorgo di non avere più risorse, senza di te”. E poi bandiere, striscioni, cartelli: “Giù le mani da Silvio”,  “Berlusconi costruisce, la sinistra demolisce”,  “Berlusconi Highlander” e i classici “chi non salta comunista è” o “chi non salta Bersani è”.

Ecco le foto esclusive della manifestazione (Ph©Roberto Buscemi)

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