Barletta, reportage dalla zona 167: con il Comitato “Salviamo le periferie”, cosa chiediamo al futuro sindaco?

0
575

Dopo l’ultimo corteo di qualche settimana fa,  organizzato dal Comitato “Salviamo le periferie” insieme alla Parrocchia  del quartiere “San Giovanni Apostolo” per dire “Basta” agli episodi di recrudescenza della microcriminalità, pare che almeno per il momento furti e rapine si siano attenuati, ma la 167 è affetta da tante problematiche, talvolta trascurabili talvolta meno, ma comunque meritevoli di  attenzione da parte dell’amministrazione e quindi del futuro primo cittadino che,  chiunque esso sia, si accingerà ad affrontare  varie difficoltà  attinenti non solo alla “zona nuova” ma ovviamente all’intera  città.

Percorrendo le vie dell’intero quartiere, insieme ai membri del Comitato “Salviamo le periferie”, sono emerse particolari questioni, alcune  irrisolte altre mai affrontate  e soffocate nell’indifferenza di tutti  o quasi.

Nei pressi del complesso Parco degli Ulivi, dove comincia Via delle Querce e dunque la zona 167: “ Vogliono creare un’ isola ecologica – ci dice Peppino Porcelluzzi, presidente del Comitato – la delibera comunale è stata già approvata l’anno scorso ma noi  e i residenti non siamo per niente d’accordo, per l’impatto ambientale che ciò provocherebbe , per il traffico, visto che arriverebbero tutti i giorni camion dediti alla raccolta differenziata, e poi non sarebbe giusto anche per una questione di decoro urbano;  il sito scelto è troppo a ridosso delle abitazioni; questa zona  non può diventare una sorta di punto di rifermento per i rifiuti di tutta la cittadinanza”.

Palazzi definiti da Porcelluzzi “cattedrali nel deserto”,  incompiuti e in attesa di essere completati, altri pronti ma privi dei servizi urbani basilari, motivo per cui nelle scorse settimane alcuni assegnatari hanno  protestato dinanzi alla sede Enel di via  Leopardi, nuove costruzioni che spuntano come funghi anche a ridosso  del campo rom:  “Non siamo contro i rom, ma non è possibile che si sia costruito proprio a ridosso del campo. Bisognava prevedere di spostare il campo nomadi, dare una sistemazione più dignitosa, una questione trascurata da anni – ha proseguito il presidente del comitato.

[nggallery id=566]

E poi: “Rampe per i disabili indicibili e che secondo me non sono definibili come tali, un giardino che  sino ad un anno fa  era gestito da una cooperativa di ragazzi vincitori di una bando regionale finalizzato al recupero delle aree dismesse ma che  oggi risulta in stato di abbandono e non si sa ancora chi debba occuparsi della manutenzione; noi del comitato presentammo un istanza al Comune affinché fosse installata una fontanina per innaffiare le piante, ma nulla è stato fatto – ha sottolineato Peppino – non è possibile pensare ad un asse attrezzato se mancano le principali opere di urbanizzazione; per esempio la tensostruttura inaugurata appena due anni fa e finanziata con fondi comunali, non è fruibile dai ragazzi del quartiere, ma solo da piccole associazioni sportive che dietro compenso possono accedervi, ma a volte i costi sono un pochino elevati e la struttura resta inutilizzata.”

Incuria, cani randagi,  marciapiedi con la pavimentazione divelta, fogna bianca inesistente nonostante siano passati quasi 17 anni da quando la zona è divenuta residenziale,  un susseguirsi di palazzoni  circondati dai famigerati  tralicci ancora eretti prepotentemente nonostante le reiterate promesse di interramento, a tutela della salute pubblica. Proprio lì dove i candidati sindaco affiggono mega cartelloni elettorali: un paradosso o davvero uno di loro prenderà finalmente a cuore la situazione di degrado?

Spostandoci su via Paolo Ricci, arrivando su  Largo Primavera, si erge una grande gru che indisturbata sovrasta  un asilo: “ Questa gru potrebbe causare danni ai residenti e ai bambini,  non sappiamo perché ma è da un anno che è ferma dinanzi ad un palazzo incompleto; noi ci occupiamo di tante situazioni, ma abbiamo bisogno dell’attenzione dell’amministrazione e dei politici, ma non solo quando sono in campagna elettorale. – ha concluso Porcelluzzi.

Campi di calcio in disuso realizzati e poi  dismessi, non esiste un medico di  famiglia che sia nelle vicinanze, un vigile di quartiere, un ufficio comunale; cosa potrà fare  il futuro sindaco per la 167?  Archiviata l’inerzia del passato, non lasciamo che i cittadini perdano anche la speranza nel futuro.

 

Dora Dibenedetto

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here