Barletta, incontro su criticità ambientali. Le associazioni: «Garantire maggiore accessibilità ai dati»

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Scrivono le associazioni: “Il Commissario prefettizio Dott.ssa Manzone è riuscita nel “miracolo” di far sedere attorno ad un tavolo per la prima volta quelle aziende che da tempo rappresentano dal punto di vista ambientale fonte di preoccupazione per la collettività.

Infatti questo primo momento di confronto ha visto la presenza non solo dei rappresentanti istituzionali del Comune di Barletta e della Provincia nella figura della stessa dott.ssa Manzone,del Dott. Volpe e dell’assessore Cefola,ma anche del Direttore dell’ARPA Assennato,dei rappresentanti delle aziende Timac, Buzzi Unicem e Dalena Ecologia,della ASL Bat e della Confindustria.

Tutti noi sapevamo che seduti a quel tavolo c’erano rappresentanti di interessi che difficilmente potevano convergere su un percorso condiviso, che ponesse le basi per una soluzione ai problemi che da tempo come soggetti sociali poniamo sul tavolo della politica istituzionale.

Le anomalie che noi avevamo già evidenziato in passato e che ieri abbiamo posto direttamente ai rappresentanti delle aziende e delle istituzioni, non hanno ottenuto le risposte che noi e la collettività ci aspettavamo.

Il punto nodale è stato difatti proprio questo.

Il nostro intervento si è basato su alcuni punti ben precisi. Riguardo alla Timac Agro abbiamo segnalato come ci sia sembrato e ci sembri assurdo apprendere a mezzo stampa la rimozione delle anomalie ed il ripristino della sicurezza all’interno della fabbrica in seguito ad un incontro fra l’ex assessore all’ambiente Cannito e le rappresentanze sindacali. Ricordiamo infatti che durante il sopralluogo dell’ARPA a settembre scorso furono riscontare numerose anomalie dovute soprattutto alle emissioni di acido solforico ed elevate quantità di polveri a causa del mancato innalzamento di sponde nel reparto di dosaggio delle materie prime. Era stata inoltre riscontrata una oggettiva difficoltà di raggiungimento di tutti i punti emissivi a causa dell’elevata polverosità presente, i punti emissivi risultavano sprovvisti della configurazione secondo norma per l’effettuazione dei campionamenti e non fu possibile verificare il nastro cantina a causa della presenza di emissioni fuggitive di acidi. Lo stesso vale per l’episodio avvenuto circa due mesi fa risolto con rassicurazioni da parte del direttore generale della fabbrica del tipo: ‘la responsabilità del cattivo odore è della Timac ma l’odore non è nocivo’.

Per quanto riguarda la Dalena Ecologia abbiamo evidenziato che nonostante l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia con il parere favorevole di ASL,ARPA e Comune di Barletta chi lì vive e lavora continua a denunciare la presenza di olezzi nauseabondi.

 Infine le questioni relative alla Buzzi Unicem. Dopo mesi di nostre segnalazioni (a febbraio 2013) è stata rispettata la prescrizione prevista nell’autorizzazione integrata ambientale di rendere accessibili sul sito del Comune di Barletta i dati del monitoraggio in continuo delle emissioni. Lo stesso vale per la copertura dei costi di installazione e relativa manutenzione degli analizzatori Pm10 e Pm2,5 nella stazione di monitoraggio della qualità dell’aria collocata in via Casardi che ai sensi dell’AIA deve essere a spese della Buzzi Unicem. Il rispetto di tale prescrizione sarebbe in dirittura d’arrivo, a distanza di 10 mesi dal rilascio dell’autorizzazione.

Ed ancora, non è chiaro quando la Buzzi Unicem terrà fede all’impegno di sottoscrivere uno specifico accordo con Regione, Provincia e Comune di Barletta per l’utilizzo di combustibile solido secondario proveniente prioritariamente da rifiuti solidi urbani della Puglia.

 Il ‘ben servito’ all’iniziativa è stato dato dal legale della Buzzi Unicem che ha ricordato le norme che danno la possibilità ai cittadini di accedere agli atti pubblici e che con molta franchezza ha sottolineato che l’azienda è tenuta ad informare di tale questioni solo gli enti preposti,escludendo di fatto i cittadini dalla possibilità di essere messi al corrente.

Il punto, difatti, è proprio questo. Ossia la necessità di essere tutelati dagli enti pubblici con maggior trasparenza, informazione ed azione per esempio nel controllo delle prescrizioni presenti nell’AIA rilasciata alla Buzzi Unicem e dei verbali dei sopralluoghi che vengono compiuti in determinate aziende in seguito ad incidenti o esposti. Dati e documenti accessibili (sul sito del Comune per esempio) o tavoli allargati convocati periodicamente permetterebbero a tutti di essere informati in tempo reale sulle diverse criticità che insistono su Barletta”.

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