Canosa di Puglia, definita area “Parco territoriale Tufarelle”: nessuna nuova discarica

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E’ stata questa la presa d’atto del Consiglio comunale di Canosa che il 14 marzo ha approvato a maggioranza il secondo punto all’ordine del giorno “Variante al Piano Regolatore Generale per la destinazione a Parco della zona D3 – D4 in contrada Tufarelle. Presa d’atto verbale Conferenza di Servizi del 20.12.2012 ed armonizzazione elaborati grafici progettuali”, con 17 voti favorevoli, 1 astenuto e sette assenti. Con il voto espresso dal Consiglio, si fa finalmente chiarezza: sono state superate, infatti, le discrasie tra i deliberati e le Tavole tecniche, elaborate dalla precedente Amministrazione, che non consentivano una univoca lettura della perimetrazione della Contrada, così come definita dagli atti d’Ufficio”.

Il Comune di Canosa – ha continuato Pietro Basile, vicesindaco e assessore all’Urbanistica e all’Ambiente – ha così messo in atto la volontà della Regione, espressa dall’Assessore all’Urbanistica Angela Barbanente nel corso della Conferenza di servizi dello scorso 20 dicembre, di ritenere che la perimetrazione comprenda la totalità delle aree, costituite da maglie a destinazione omogenea D3 e D4 del Prg, dal reticolo viario, dalle aree standard di livello superiore (Autoporto), dalla zona a verde di rimboschimento e dalle attività produttive esistenti. Compresa quindi la particella 12 e la relativa discarica di rifiuti speciali ancora funzionante. Così come richiesto dall’assessore Barbanente, il Comune di Canosa, in qualità di Amministrazione attiva, provvederà all’armonizzazione tra gli elaborati progettuali, in relazione alle discordanze rilevate, e all’allineamento degli stessi elaborati progettuali con le prescrizioni regionali, secondo quanto previsto dalla Delibera di Giunta regionale n. 935 del 2009”.

 Le prescrizioni introdotte d’Ufficio, in sede di approvazione della variante, dalla Giunta Regionale con la delibera n. 935 del 2009, sono state richiamate dall’assessore Barbanente nel corso dell’ultima Conferenza di Servizi. Tali prescrizioni prevedono che in Contrada Tufarelle debbano “essere realizzate opere di mitigazione dell’impatto ambientale per tutte le attività dimesse. Che debbano essere recuperate le cave, per una loro riutilizzazione compatibile con le finalità del Parco; che debba essere eseguita la bonifica dei siti inquinati e che le attività esistenti non possano essere oggetto di ampliamento (cave dismesse, discariche in esercizio, impianto di trattamento reflui)”. Inoltre, le prescrizioni regionali avvertono che nella contrada “non possono essere rilasciate nuove autorizzazioni di coltivazione di nuove cave” e nemmeno di “nuovi impianti in contrasto con le finalità dell’area di interesse ambientale – paesaggistico”.

 “La politica deve servire a fare chiarezza nell’interesse di tutti: imprenditori in primis– ha concluso il sindaco -. Chi tollera ‘le carte mischiate’ come su un tavolo da gioco, non è un ‘abile politico’ ma rischia di apparire quello che non è: un baro. Le Istituzioni sono obbligate invece a fare chiarezza applicando le Leggi e se ciò contrasta con ciò che è stato fatto in precedenza, se ne prende atto per porvi rimedio. Oggi, a differenza delle discrasie espresse dalla delibera comunale del 30 luglio 2009 e dalle relative Tavole tecniche, è chiaro a tutti che la particella 12 fa parte del Parco. È non perché lo dica il Comune di Canosa, ma perché così sancito dalla Regione Puglia. Per difendere la salute del nostro territorio e per rispondere agli obblighi di legge, non temiamo nemmeno che possa aprirsi un contenzioso tra il Comune e la Bleu. Anzi, siamo convinti che un momento di chiarezza fosse auspicato anche dalla Direzione della Bleu, dopo oltre 10 anni di incertezze, perplessità e spese certamente ingenti per legali ed investimenti irrealizzati. Ed irrealizzabili”.

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