Barletta, spending review colpisce la Bar.s.a.: novità per il CdA

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Tale normativa dispone che i consigli di amministrazione delle società controllate direttamente o indirettamente dalla pubbliche amministrazioni, che abbiano conseguito nell’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di P.A. superiore al 90% del totale, debbano essere composti da non più di tre membri, di cui due dipendenti dell’Amministrazione titolare della partecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, scelti d’intesa tra le amministrazioni medesime, per le società a partecipazione diretta, ovvero due scelti tra dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione della società controllante, scelti di intesa tra le amministrazioni medesime, e dipendenti della stessa società controllante per le società a partecipazione indiretta.

Il terzo membro svolge le funzioni di amministratore delegato.

I dipendenti dell’Amministrazione titolare della partecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, ferme le disposizioni vigenti in materia di onnicomprensività del trattamento economico, ovvero i dipendenti della società controllante, hanno l’obbligo di riversare i relativi compensi assembleari all’Amministrazione, ove riassegnabili, in base alle vigenti disposizioni al fondo per il finanziamento del trattamento economico accessorio, e alla società di appartenenza. E’ comunque consentita la nomina di un amministratore unico.

Nella deliberazione del Commissario Straordinario (n°38 del 26 marzo 2013, consultabile sul sito www.comune.barletta.bt.it ), oltre ad attribuire al provvedimento gli effetti dell’immediata esecutività stante l’urgenza di adeguamento dello Statuto di Bar.S.A. spa alle norme imperative contenute nella legge 135/2012, si chiede conformità al principio della parità di genere, con riserva al genere meno rappresentato di almeno un terzo dei componenti.

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