Trinitapoli, legge regionale sui GAS impugnata da governo Monti. Uva: «Non siamo sorpresi»

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Il presidente di Rete GAS Puglia Michele Uva commenta così : “Questa notizia non ci trova del tutto impreparati, infatti dal nostro testo originale che si basava su esperienze europee con tanto di relazione e studi sono stati effettuati dei cambiamenti senza richiedere la dovuta partecipazione a chi quella legge l’aveva concepita nell’interesse della comunità. Attendiamo di avere ulteriori informazioni, ma possiamo subito affermare che l’articolo contenente i Sistemi partecipativi di Garanzia (SPG) noi non lo condividiamo, non l’abbiamo mai presentato e sopratutto rimaniamo sbalorditi di come si possa aver inserito un articolo del genere in una legge che voleva esclusivamente dare la possibilità ai Gruppi di Acquisto Solidale di essere sostenuti e valorizzati come nuova forma di consociativismo sulle esperienze francesi e americane.

Ritengo poco utile fare vittimismi, in Francia esistono  gli AMAP (Association pour le Maintien d’une Agricolture Paysanne) i quali sono simili ai nostri GAS è svolgono un ruolo decisivo per la ripopolazione delle campagne ed offrono la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. La differenza sostanziale con la legge approvata dalla regione Puglia è questa:  nelle AMAP francesi spesso si scelgono produzioni biologiche certificate. Come nei GAS, anche nelle AMAP l’obiettivo generale è quello di reperire alimenti sani, prodotti nel rispetto dei diritti dei lavoratori, della biodiversità e del ritmo della natura.

 Noi di Rete GAS Puglia abbiamo da sempre avuto in mente questi esempi , con l’introduzione dei Gruppi di Acquisto Misti ( in America si chiamano Community Supported Agricolture)   in pieno stile francese ma anche americano. Mai e poi mai avremmo voluto trattare temi che riguardano la garanzia di qualità dei prodotti , stabilire la qualità di un prodotto non spetta ai consumatori ma ci sono degli enti preposti.

Secondo alcuni studi e ricerche sul campo realizzati negli Stati Uniti e in Canada, e Ripresi dal sito della rete nazionale delle AMAP francesi, i contadini aderiscono a forme di Community Supported Agricolture per i seguenti motivi :

– la sicurezza finanziaria derivante dall’acquisto anticipato dei prodotti da parte dei consumatori;

– la valorizzazione sociale derivante dal lavorare con un gruppo di persone che si conoscono e con cui l’agricoltore può confrontarsi al di là del mero aspetto commerciale. Dal punto di vista dei consumatori, invece, emergono in particolare due ragioni per le quali essi partecipano ad una forma di CSA:

– consumare prodotti freschi, di stagione, biologici certificati dagli organi preposti ( n.d.r. e non dai consumatori in maniera partecipata) , diversificati e nel contempo ritrovare un certo legame con la natura e con i prodotti di una volta;

– sostenere direttamente un agricoltore locale, contribuendo a sviluppare un nuovo rapporto tra città e campagna. Come per i Gruppi di Acquisto Solidale in Italia, anche per gli aderenti alle AMAP francesi la motivazione economica (acquistare prodotti di qualità ad un prezzo accessibile) non è tra le più determinanti.

 In conclusione mi sento di dire che la bocciatura era nell’aria e credo che fosse inevitabile, le motivazioni ufficiali le attendiamo , ma possiamo dire da subito che vanno eliminate le definizioni dell’Art 3  strumenti di partecipazione garantita e alcuni punti dell’ART 4. Speriamo che in seguito questo governo regionale consentirà anche a chi questa legge l’aveva presentata e costruita secondo la situazione reale dell’economia solidale pugliese e nazionale di poter relazionare e partecipare insieme ad altri importanti attori quali la Legambiente e Coldiretti . Questo inconveniente non cambia assolutamente il lavoro svolto tutt’oggi da Rete GAS Puglia che nonostante la mancanza di fondi pubblici continua a creare partnership con produttori ed associazioni locali per rafforzare la propria rete. Infatti anche il precedente strumento legislativo nazionale  è ancora utile per identificare cosa sono i GAS e che sopratutto non contengono al loro interno dei produttori. Ribadendo la massima disponibilità al confronto con le istituzioni confidiamo in una nuova scrittura della legge regionale sui GAS in tempi brevi.” 

 

Michele Mininni

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