Giornata del Ricordo vittime delle foibe, il messaggio di Camero agli studenti

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“Cari Studenti,

la Giornata del Ricordo che cade il 10 febbraio prossimo, ci deve invitare a riflettere sugli orrori generati dalle guerre. Il ricordo dei “crimini delle Foibe”, quando nostri connazionali furono fucilati, torturati e gettati ancora vivi, a centinaia, per motivi etnici o politici, in inghiottitoi carsici denominati “Foibe”, ci deve sollecitare ad andare oltre la consueta commemorazione.

C’è da chiedersi: sono avvenimenti che oramai appartengono al passato o la Storia non sempre è per tutti maestra di vita ed ancor oggi il genere umano ripete gli stessi orrori?

Le brutalità di cui fu teatro l’Europa durante il secondo conflitto mondiale furono originate ed ispirate da disumane finalità, quali il perseguimento di una pulizia razziale, legata a determinati territori. Le discriminazioni per motivi ideologici e religiosi, ebbero il sopravvento sui principi di tolleranza ed uguaglianza, gli unici che possono assicurare al genere umano una coesistenza civile e pacifica.

Agli studenti delle Scuole Superiori della nostra Provincia, ricordo quanto scrisse Voltaire, nel suo “Trattato sulla tolleranza”: “Non condivido le tue idee, ma darei la vita perché tu possa esprimerle liberamente”.

Potremo ritenerci maturi e pronti ad una sincera condanna delle atrocità commesse dal genere umano in passato, quando scopriremo che il dialogo, il confronto democratico, l’uso della ragione, sono le armi potentissime di cui l’Uomo dispone per dirimere ogni controversia con i propri simili.

Gli eccidi delle Foibe ed il successivo esodo costituiscono l’epilogo di una secolare lotta per il predominio sull’Adriatico orientale, che fu conteso da popolazioni slave ed italiane. Ancora oggi, siamo spettatori di focolai di guerra che sono originati dal desiderio di escludere, da un determinato territorio sgradite minoranze. Le possibilità di pacifica coesistenza tra uomini di tradizioni e culture diverse, spesso vengono escluse senza appello. Si preferisce il ricorso all’uso della forza od alle pulizie etniche, nell’illusione che siano risolutive nel garantir tranquillità ad un popolo.

Mai come in questo momento storico invece, caratterizzato dalla globalizzazione e dal desiderio di ogni essere umano di sentirsi cittadino del mondo e di spostarsi liberamente senza limiti territoriali, inesistenti in natura, si impone il dovere di scoprire che convivere pacificamente si può e si deve, anche tra individui che, per tradizioni, cultura, razza, religione, lingua e provenienza, non hanno nulla in comune.

Il tentativo di affermare nelle relazioni internazionali il principio della territorialità, appare ormai anacronistico. E’ importante, invece, che subentri il principio della corretta amministrazione del territorio. Un principio che, qualora applicato, contribuirebbe a risolvere i permanenti conflitti in Palestina ed a porre fine alle guerre civili che si stanno propagando in successione nel nord Africa ed in Medio Oriente.

Sono queste le idee che devono formare le nuove generazioni. E’ questo il compito che viene affidato alla Scuola ed al Corpo docente.

La “Giornata del Ricordo” sia di stimolo per queste riflessioni, oltre che di insegnamento a non ripetere gli errori del passato”.

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