Barletta, lottizzazione Montaltino. Corsini (Partito del Lavoro): «Fallimento classe politica e dirigente»

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“Mentre la teoria delle probabilità ci insegna il concetto di variabile aleatoria, per il quale i valori che una funzione può assumere dipendono dal caso, il recente passato amministrativo di questa città, ci ha “educati” al concetto di “variante aleatoria”.. al P.U.G., ovviamente. Variante dopo variante, è stato tracciato il profilo pasticciato di una città offesa e sfruttata in nome del cemento.

Mi è stato insegnato che il pug può essere il volano di una città, lo strumento che consente di plasmare un territorio così da concretizzarne l’idea di sviluppo che se ne ha, ma perché ciò accada un’idea bisogna averla. E non mi sembra questo il caso. Piuttosto, ciò che emerge è la totale mancanza di prospettiva ed una consolidata prassi a procedere per singolo caso.

E’ ottuso e miope pensare che una città possa vivere di solo cemento a discapito del territorio e delle regole. L’episodio di Montaltino è emblematico. Qui, una variante ad hoc ha preteso di trasformare, sebbene non nella forma ma nella sostanza, una zona agricola, in una zona destinata a nuovi complessi insediativi. Parliamo di 184 appartamenti e 46 palazzine per un totale di 44.850 mc. e 448 abitanti potenziali. Difficile capire come questo insediamento potesse sposarsi con il carattere agricolo delle aree circostanti e non deve averlo capito neanche il Consiglio di Stato, che con la sentenza del 12 febbraio scorso, ha di fatto annullato l’intero piano di lottizzazione relativo all’insediamento turistico-rurale in località Montaltino, le relative adozioni e delibere approvate dal Consiglio Comunale, unitamente ai permessi di costruire rilasciati dal comune di Barletta.

La beffa è che a pagare dazio per l’inettitudine di qualcuno ad amministrare la cosa pubblica saranno i barlettani. Le richieste di risarcimento, ahinoi, non tarderanno ad arrivare.

Risulta lapalissiano a questo punto il fallimento di una certa classe politica e dirigente. La speranza è che i barlettani sino al 26 e 27 maggio ne abbiano consapevolezza e soprattutto memoria”.

 

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