Barletta, schiuma nel mare di Ponente: Mennea presenta interrogazione al Consiglio regionale

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Alla luce dell’ultima relazione dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che riconduce il fenomeno a cause naturali ma i cui effetti vengono potenziati dalle sostanze versate in mare attraverso i canali che sfociano lungo la litoranea, il consigliere del Pd chiede che il problema non venga sottovalutato. Come evidenziato infatti anche da Legambiente Puglia, dai campioni di acque marine prelevati a Barletta il 4 gennaio scorso ed analizzati dall’Arpa “è emersa la non pericolosità per la salute, poiché si tratterebbe di abbondante presenza di microalga “Nocticula scintillans”. Gli stessi esami, però, hanno riscontrato l’allarmante presenza nelle acque di “Enterococchi intestinali”, per un valore quasi triplo ai valori normale, e di “Escherichiacoli” nella misura di 7.400 unità rispetto ai valori normali di 5.000. Stranamente, però, la prova “non risulta accreditata” e nel responso dell’Arpa è come se non esistesse”, sottolinea Mannea.

Le cause possono essere ricondotte ad un versamento illegale di reflui urbani nei corsi d’acqua che sfociano sul litorale di Barletta (l’Ofanto e il Ciappetta-Camaggio) o peggio ancora di scarichi fognari provenienti dai depuratori dei comuni limitrofi o proprio da quello di Barletta. Nell’interrogazione Mennea chiede al governo regionale e all’Arpa se e come intendono fronteggiare questa emergenza, considerato l’approssimarsi della stagione balneare, e “se e quando si prevede un altro prelievo con relativi esami delle acque sul litorale di Ponente e di Levante”. Il consigliere regionale del Pd chiede anche “se non sia indispensabile attivare da subito un monitoraggio e relativo controllo generale rispetto al buon funzionamento dei depuratori di Barletta, Andria, Canosa, Trinitapoli, San Ferdinando e Margherita di Savoia, alcuni dei quali tuttora sotto sequestro con facoltà d’uso”.

Mennea chiede anche se “non sia urgente, attraverso gli organismi competenti, intensificare il servizio di vigilanza e controllo onde prevenire e sanzionare illeciti versamenti nei corsi d’acqua limitrofi al territorio e di tutti gli scarichi a mare presenti sulla litoranea di Ponente e di Levante”.

Infine, chiede “se e come viene data attuazione al decreto legislativo n. 116 del 2008 nella parte in cui prevede una sorta di decalogo per la balneabilità delle acque: istituzione e aggiornamento di un profilo delle acque di balneazione; istituzione di un calendario di monitoraggio; monitoraggio delle acque di balneazione; valutazione della qualità delle acque di balneazione; classificazione delle acque di balneazione; identificazione e valutazione delle cause dell’inquinamento che potrebbero influire sulle acque di balneazione e nuocere alla salute dei bagnanti; informazione al pubblico; azioni volte ad evitare l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento; azioni volte a ridurre il rischio di inquinamento; azioni volte alla rimozione delle cause di inquinamento ed al miglioramento delle acque di balneazione”.

“Spero che la questione venga affrontata con scrupolosità”, conclude Mennea. “Ne va della salute dei barlettani e dei tanti cittadini che si riversano sul nostro litorale nel periodo estivo”.

 

Foto:www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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