Barletta, rischio soppressione Tribunale. Pastore: «Ritardo del Comune, ma problema risolvibile»

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La questione è quella dell’attuazione del decreto legislativo 7 settembre 2012, numero 155, di revisione delle circoscrizioni giudiziarie. La norma prevede la soppressione delle sedi distaccate in tutta Italia, ma al contempo anche una proroga, consistente nella possibilità di cinque anni di tempo per procedere in modo graduale e riorganizzare gli uffici del tribunale principale, in questo caso Trani, utilizzando gli uffici delle sedi distaccate, a patto che delle spese, in tale periodo, si facciano carico i comuni. La proroga è prevista solo per le strutture che abbiano usufruito di un finanziamento statale per ristrutturazioni (in base all’articolo 8 della legge 119 del 30 marzo 1981).

Tale informazione deve essere fornita dai comuni. Alla domanda in tal senso rivolta dal presidente del tribunale di Trani al sindaco, inviata l’8 ottobre 2012, è stato risposto il 13 dicembre scorso.

“Due questioni sono da sottolineare, la prima riguarda il ritardo con cui il comune ha risposto. La seconda è che, quando c’è stata, la trasmissione degli atti non è avvenuta correttamente, mancavano delle parti”. Questo ha compromesso la chiarezza interpretativa della risposta, ma la sede distaccata del tribunale di Trani a Barletta è stata oggetto di interventi per i qua si è ricorso  alla Cassa Depositi e Prestiti, e questo dovrebbe mettere al riparo la sede da una chiusura immediata.

“Tale incomprensione sarà presto superata, abbiamo coinvolto l’ufficio legale del comune e i dirigenti, i quali, a loro volta, riferiranno al commissario prefettizio al fine di superare, con un documento esplicativo, l’empasse, nel più breve tempo possibile. Voglio ricordare che l’eventuale soppressione tout court del presidio giudiziario barlettano, compreso il Giudice di Pace, comporterebbe non per Barletta gravi problemi, ma per l’intero circondario e soprattutto per Trani che sarebbe subissata di pratiche, contenziosi e cause che manderebbero in tilt un sistema già gravato da risorse e mezzi ridotti e messo a dura prova”, conclude Pastore.

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