Barletta, proroga Piano Sociale di Zona 2010-12: ridotte risorse nazionali e regionali, tagliati alcuni servizi

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Dopo aver riferito i saluti del Commissario Anna Maria Manzone, Volpe ha evidenziato che “rispetto ad altri Comuni, a Barletta moltissimi servizi sociali sono stati attivati in questi anni. In questa sede acquisiremo ulteriori elementi e valutazioni utili ai fini del prossimo Bilancio 2013, che dovrà essere approvato a fine giugno, dopo le elezioni amministrative, ma in vista del quale appronteremo comunque tutto il lavoro prodromico”.

Risultati raggiunti e obiettivi fissati, alla luce delle risorse disponibili, sempre più esigue, sono stati illustrati dalla dott.ssa Marina Ruggiero: “Con delibera del febbraio 2010 il Consiglio comunale ha dato il via al 2° Piano Sociale di Zona, che sarebbe dovuto scadere a fine 2012. La Regione ha previsto poi ad ottobre la proroga anche al 2013, per la quale dobbiamo concludere l’iter entro il 31 gennaio. Nell’ambito dei punti fermi fissati dalla Regione, si è stabilito che la proroga deve garantire continuità ai servizi già erogati. Si è ribadito infatti il concetto che alcuni servizi sono essenziali e non possono essere toccati“.

Purtroppo la nota dolente riguarda la netta riduzione di trasferimenti sia nazionali che regionali, che impone di riprogrammare e redistribuire le risorse tra i vari servizi sociali: “Le risorse totali che finanziano il Piano di Zona 2010-2012 sono pari a 19.578.801,12 euro; di queste, 10.122.115,71 sono risorse comunali, cioè circa il 52% a fronte di un 17% di quota nazionale. Per l’anno 2013 sono state confermate le risorse comunali, pari a 3.399.095,58 mentre il fondo nazionale è stato ridotto a soli 437.481,58. Il trend nazionale e regionale è decisamente in discesa”.

Da una parte la Regione impone di mantenere i medesimi obiettivi di servizio, ma dall’altra le risorse scarseggiano. “Il nucleo portante dei servizi non verrà scalfito- conferma Ruggiero- ma alcuni tagli saranno inevitabili”. Tra i servizi salvaguardati: contrasto alla povertà, sussidio alle ragazze madri, mensa sociale, assistenza a poveri e inabili. A subire i tagli saranno purtroppo alcuni servizi finora attuati: trasporto urbano per anziani, invalidi e non vedenti, sussidi didattici per disabili, telefonia sociale.

All’annuncio di tali contrazioni dei servizi, dura è stata la presa di posizione dei rappresentanti sindacali presenti. Per la Uil Pensionati “siamo alle solite, avremmo voluto essere ascoltati prima sui servizi da tagliare. Ma senza la firma dei sindacati il Piano non passa”. Anche la Cgil ha chiesto un incontro urgente con il Commissario per poter discutere della rimodulazione di alcuni punti.

Il responsabile del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di Barletta, dott. Cosimo Cannito, ha posto all’attenzione dell’Amministrazione il problema della sinergia tra il nosocomio e i servizi sociali: “Mi piacerebbe veder realizzato un “pronto soccorso sociale” operativo anche di notte e nei giorni festivi; da noi giungono spesso persone che di patologico non hanno nulla ma siamo costretti a ricoverarli. Ci vorrebbe un raccordo continuo con i servizi sociali. Un altro problema è poi quello dei pazienti che, dopo il ricovero, non sanno dove andare perché non hanno fissa dimora. Per non parlare poi delle donne vittime di violenza domestica, dimesse dall’ospedale e costrette a tornare a casa dal proprio aguzzino”.

Sullo stesso argomento è infine intervenuta anche una rappresentante del Centro Antiviolenza “Giulia e Rossella” di Barletta, chiedendo al Comune di chiarire al più presto la propria posizione in merito ai finanziamenti alla struttura, questione aperta e irrisolta ormai da anni.

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