Andria, chiuso Centro Ricerche Bonomo. I sindacati accusano: «Nessuna concertazione, chiediamo ritiro licenziamenti»

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“Riteniamo tale comportamento assolutamente inaccettabile e chiediamo il ritiro dei  licenziamenti quale condizione per riprendere il confronto ed utilizzare gli ammortizzatori sociali”, tuonano le associazioni sindacali in una nota congiunta.

“Questa è l’ulteriore conferma che la ricerca nel settore agroalimentare è stata liquidata e non rilanciata, nonostante il ruolo strategico nella ricerca applicata del settore agroalimentare che ha svolto e che può continuare a svolgere non solo nel nostro territorio, anche nel meridione e a livello nazionale.  Quale sviluppo economico avrà il nostro territorio senza la Ricerca?”, si domandano.

La decisione appare “sconcertante e inopportuna”, alla luce dei progetti ancora in corso, in collaborazione con Ministeri, Università e altri Centri di Ricerca,  quali:

– P. I. F. – (Piani integrati di filiera), valorizzazione del fungo cardoncello – già finanziato al 100% dalla Regione Puglia, per un contributo pubblico di 900 mila euro, e dunque senza alcun costo per il CRB, somma che poteva essere utilizzata per l`inizio e ripresa dell’attività di ricerca;

– Progetto Nuport– valorizzazione dei nuovi prodotti alimentari a base di ortaggi di 700 mila euro di cui 300 mila affidati al CRB e in parte già spesi;

– Progetto Foglie -valorizzazione delle foglie in salamoia somma finanziata in attesa del decreto di attuazione  da parte della Regione  Puglia.

– Impossibile non citare la delibera del 30 novembre 2012 con la quale la giunta provinciale di Bari ha acquistato le attrezzature scientifiche del Centro Ricerche Bonomo per un valore di 828.000 euro.

“A fronte di tali progettualità anziché mettere in campo politiche di investimento e occupazionali, i liquidatori decidono la chiusura, vicenda, a nostro modesto parere, che ha il sapore di essere stata gestita dalla politica e di chi amministra questi Enti con pressapochismo e scarsa lungimiranza.

Sono stati persino anticipati i tempi di invio delle lettere di licenziamento ai lavoratori, già collocati in cassa integrazione in deroga a zero ore e che in prossimità della scadenza del 31 dicembre 2012  le OO.SS., con la lettera del 15 dicembre, sollecitavano i liquidatori e la direzione provinciale del lavoro la convocazione per il prosieguo del ricorso agli AMMORTIZZATORI SOCIALI in deroga.

Tale situazione ha di fatto creato una esasperazione accentuata tra i lavoratori, che nonostante gli eccessivi ritardi delle retribuzioni hanno continuato, comunque, nonostante i sacrifici, a dare responsabilmente piena disponibilità”, evidenziano i sindacati.

Pertanto, “la FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL Prov.li di Bari-Bat unitamente ai lavoratori continueranno ad attivare incontri specifici con le Istituzioni Provinciali e Regionali, confidando nella sensibilità degli stessi, rivendicando un’attenzione per la ricerca scongiurando i licenziamenti  e salvaguardando in tal modo l’occupazione e il Centro stesso”.

 

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