Trani, sgombero campo rom Ponte Lama. Calabrese (Psi): «Sconfitta per la democrazia»

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I controlli avrebbero accertato lo stazionamento “di persone di etnia rom in ambiente degradato e privo dei più elementari requisiti igienico-sanitari”, con conseguente obbligo imposto dall’amministrazione di “distruzione dei manufatti precari e fatiscenti, disinfestazione del terreno e dell’area prospiciente e chiusura di qualsiasi varco d’accesso”.

La vicenda viene giudicata “una sconfitta per la democrazia” dal coordinatore cittadino del Psi, Emanuele Calabrese, che considera questo provvedimento un atto teso a risolvere provvisoriamente una problematica che comunque riemergerà, ragion per cui, “come già affermato dal consigliere Santorsola, è dovere dell’amministrazione garantire alla comunità un’area sicura dove poter vivere serenamente e nel rispetto delle regole”.

L’esponente socialista contesta anche il periodo entro il quale dovrà avvenire l’allontanamento, ovvero, a cinque giorni dal Natale. Sarebbe stato più indicato far slittare tale decisione al nuovo anno evitando alla comunità, costituita da bambini, anziani, donne e malati, disagi di varia natura primo fra tutti “dove andare?”. 

“Suddetta ordinanza è comunque una sconfitta per un paese che si ritiene democratico e in un’epoca di globalizzazione, che dovrebbe significare pari dignità per tutti e non intolleranza verso persone di religione, etnia o nazionalità differenti, uomini e donne che, approdando in un paese straniero, sono già in una situazione di disagio. Infatti non dobbiamo dimenticare che il fenomeno dell’immigrazione si sviluppa per cause di forze maggiori, non è per scelta che si lascia la propria terra e tutto quello che si ha, compresi gli affetti, e si va via verso l’incertezza e il nulla. Il nostro primo dovere è aiutare queste persone non cacciarle”, si legge nella nota del Psi tranese.

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