Trinitapoli, dimensionamento scolastico: intervento del professor Vincenzo Orfeo

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Il professor Vincenzo Orfeo, presidente della Pro Loco a Trinitapoli e dirigente scolastico in pensione, è voluto intervenire sulla questione legata al dimensionamento scolastico che sta interessando la comunità trinitapolese. “La tuttologia della casta è ormai l’epidemia della società italiana. Dove mette piede un politico si creano sempre terremoti –ha esordito il professor Orfeo-. E il terremoto non ha una logica: sa solo distruggere. Credevo che la politica, così incapace ormai di risolvere i problemi del lavoro, della disoccupazione, della salute e della organizzazione sociale, si dedicasse allo studio e alla soluzione dei problemi sociali ed economici.

Da pochi giorni, è sorto a Trinitapoli il problema del dimensionamento della scuola. Qual è il problema? In seguito ad una legge, vecchia di dieci anni, una scuola media che conta meno di seicento alunni è considerata sottodimensionata. A Trinitapoli diminuiscono alunni ogni anno. L’ufficio scolastico regionale, d’intesa con la Regione Puglia, ha sottoposto il problema al comune di Trinitapoli. A sua volta, il sindaco, dopo aver ascoltato i dirigenti in servizio, i dirigenti in pensione, i docenti e le famiglie, ha deciso, con deliberazione della giunta comunale, per eliminare gli squilibri all’interno della scuola della città, di formare a Trinitapoli un istituto comprensivo ed un circolo didattico”.

La soluzione presa dall’amministrazione guidata dal sindaco di Feo è condivisa sia dal professor Orfeo che da tutti gli ex dirigenti scolastici di Trinitapoli andati in pensione da qualche anno. “Queste le ragioni: uniti alla scuola media, gli alunni del plesso Lombardo Radice, che non ha palestra né laboratorio, potranno finalmente godere degli stessi diritti di cui godono i bambini che frequentano la sede centrale e il plesso Padre Leone.

Nella fattispecie, credevamo che in città si dovesse parlare di pari opportunità, di diritto alla formazione, equa ed equilibrata, di psicologia e di sociologia. E invece? Si parla di dividere la scuola media in due parti. Cicerone, grande giurista, direbbe: cui prodest? Per fare cosa? Fare due scuole medie di circa 260 alunni cadauna, non v’è scelta più dissennata –ha proseguito Orfeo-. La scelta operata dall’amministrazione comunale garantisce a tutti i bambini di frequentare solo ed esclusivamente l’unica scuola media dei loro padri e dei loro nonni. Se qualcuno ha veramente a cuore gli equilibri formativi dei nostri alunni, futuri elettori e padri di famiglia, guardi quanto è stato fatto a Cerignola: si sono formati istituti comprensivi ma nessuna scuola media è stata smembrata”.

L’auspicio del professor Orfeo è che si trovi una soluzione condivisa: “Vorremmo che i maestri, tacitando i cattivi consiglieri, si rendessero conto che stiamo parlando di Trinitapoli e di una popolazione che diminuisce sempre più –ha concluso Orfeo-. Le famiglie siano serene. Siamo tutti impegnati nel cercare di dare il meglio della formazione ai nostri piccoli concittadini. Lasciate stare gli urlatori e i malati cronici di narcisismo. Lavoriamo in silenzio. I bambini, se potessero, ci direbbero che intorno a loro vogliono pace, amore e serenità. E che per loro si costruisca un futuro basato sull’uso della ragione e della umiltà”.

Michele Mininni

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