Andria, troppi alberi abbattuti per fare posto a impianti pubblicitari: le denunce del Comitato Europa e di Sel

0
116

Il Comitato Quartiere Europa solleva il problema attraverso un ipotetico dialogo tra un albero abbattuto, Verde Monco, e il suo sostituto, Ferro Battuto: “Nel 2009 fu la volta di Pino Abbattuto, sradicato e violentato fino alla morte insieme al suo amico Pino Curvo dall’aiuola di Via A. Moro, nel Quartiere Europa di Andria; un gesto tanto malvagio quanto ancora oggi incomprensibile. A giugno 2011 la stessa sorte si abbatté su Pino Trascurato, fratello dei due Pini e in quest’ultimo caso solo la buona sorte e la resistenza del sig. Trascurato evitò  una tragedia che avrebbe sicuramente colpito decine e decine di bambini di una scuola presso la quale era impiantato da decenni subendo la trascuratezza, l’indifferenza e l’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto, invece, proteggerlo e mantenerlo in condizioni di sicurezza e in buona salute.

Poiché le storie, soprattutto quelle cattive non cambiano col cambiare dei personaggi delle commedie ma potrebbero cambiare solo se cambiano gli animi e le sensibilità, siamo lontani milioni di anni luce dal cambiamento vero ed oggi accade molto più di quanto accadeva ieri al punto che, sempre nel Quartiere Europa di Andria, ogni giorno un fratello albero viene portato via lasciando un vuoto fisico e visivo oltre che affettivo lungo interi percorsi viari che si riempiono, invece, di erbaccia selvatica che alimenta la presenza di grossi ratti che infestano l’intero quartiere.

Da via Aldo Moro a via Appiani fino a via Ceruti e ancora lungo tutte le aree del quartiere le mutilazioni sono evidenti e innumerevoli come aumentano, di contro, a vista d’occhio, le installazioni di impianti pubblicitari sempre più ingombranti, più imponenti e prepotenti al punto da rappresentare delle vere e proprie costruzioni su strada la cui disposizione sarebbe da valutare anche relativamente al rispetto dei vincoli imposti dal vigente regolamento del verde pubblico e dalle altre norme in materia urbanistica, di sicurezza e pubblica incolumità.

Proprio questa mattina, alle ore 8,30 abbiamo ascoltato il dialogo tra uno di questi alberi violentati, Verde Monco e uno degli innumerevoli impianti pubblicitari, Ferro Battuto, installato proprio a due passi da ciò che rimane della tenera creatura. Da quel dialogo emergeva chiara la posizione dominante di Ferro Battuto il quale si ergeva ad incontrastato imperatore totalitarista, vantandosi delle sue importanti amicizie dalle quali si sente protetto al limite dell’intoccabilità. Più le domande di Verde Monco erano semplici e spontanee più l’arroganza e l’intolleranza di Ferro Battuto emergevano in tutta la loro prepotenza ed è stato alle ore 8,45 che, alzando a sproposito ulteriormente il tono di voce, Ferro Battuto aggredisce verbalmente il timido ed indifeso Verde Monco dicendogli: “vuoi capirlo che la tua vita non interessava a nessuno ed eri solo un essere inutile? Io, invece, sono importante e servo tanta gente; io sono ricercato e so molto bene quanto la pubblicità che ospito ogni giorno sui miei espositori sia importante al punto che ho infinite amicizie che mi proteggono e mai si sognerebbero di mandarmi via dai luoghi pubblici che sono diventati di mia esclusiva pertinenza. Fu a questo punto che rendendosi piccolo piccolo, ancor più di quel pezzo di legno rimasto impiantato nel terreno, Verde Monco dice a Ferro Battuto: “ma come hai fatto ad ottenere tutte queste protezioni al punto da posizionarti dove vuoi senza alcuna forma di contrasto e addirittura togliendo spazio a chi, come me ed i miei fratelli, sono stati impiantati in questi luoghi da anni e con tutte le autorizzazioni previste?” Palesemente scocciato Ferro Battuto risponde: “sei un ingenuo ad appellarti alle regole e al buon senso. Tu non hai capito che le protezioni devi conquistartele e devi farlo specie in alcuni momenti quando tutti ti cercano. E’ proprio allora che devi farti furbo e garantirti appoggio per tutto il tempo necessario. Se farai così sarai sempre un gradino più in alto e potrai sbarazzarti di tutti  i concorrenti, eliminandoli, a condizione che tu rimanga sempre uno stupido, consapevole servo sciocco. Io, caro amico mio, sono ricercato perché faccio parte del mondo dell’immagine e dell’apparenza e non hai idea di quanto mi cerchino durante le elezioni. E’ vero, quello è un periodo scarno per le mie entrate economiche ma è un momento in cui io investo tutto me stesso, senza fare tanto lo schizzinoso e guardando al futuro, quando sarò ben ricompensato per tutto l’impegno profuso in quei frenetici giorni quando io e tutti i miei fratelli ci mettiamo a disposizione degli aspiranti potenti. Ricordati, niente denaro ma tante promesse e impegni da far mantenere dopo. Come dici, amico Verbe Monco? Tu non sei capace di tutto questo? Allora quello che è successo a te e ai tuoi fratelli ve lo siete meritati e continuerete ad essere continuamente recisi ed abbattuti per farmi spazio.”

[nggallery id=392]

Stessa questione denunciata dai coordinatori di Sel, Lorusso e Lomuscio, Che scrivono: “Più passa il tempo e più stiamo assistendo all’attacco feroce della nostra Città, da parte di soggetti che pur di far quattrini, se ne infischiano del bene comune, danneggiandolo e restando impuniti.

Passeggiando per le vie della Città, ci accorgiamo che dalla sera alla mattina spuntano, come funghi, impianti pubblicitari dappertutto, alberi che ostacolano la visione degli stessi che vengono abbattuti e totem che impediscono il passaggio dei pedoni e dei diversamente abili.

Il tutto ovviamente in barba al regolamento.

Seguiamo da tempo la “questione impianti pubblicitari”, ma adesso vogliamo soffermarci sui nuovi tabelloni elettrici che sono stati impiantati, anche in questo caso, non rispettando le disposizioni normative e del regolamento comunale.

Mentre si studiano forme di pubblicità che vanno a integrarsi con l’arredo urbano e sostenibili da un punto di vista ecologico, ma anche architettonico. Invece ad Andria, venerdì mattina i cittadini si sono ritrovati questi impianti caratterizzati da un forte impatto visivo, ma anche invasivo.

Tali impianti sono stati autorizzati? Se si, in base a quale norma? Come mai gli organi preposti al controllo permettono tutto ciò? L’ufficio tributi a tal proposito non ha nulla da dire?

Speriamo siano rimossi al più presto, altrimenti saremo costretti a valutare l’opportunità di agire legalmente per tutelare i diritti di tutti”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here