Andria, Acab riscuote grande successo nelle fiere italiane: «Perché non farne una in città a Natale?»

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Il Presidente, Giacinto Capogna,  da Carpi ha dichiarato: Da anni ormai siamo ben consci che l’aspetto commerciale non può e non deve essere scisso da quello artistico perché noi siamo gli artisti dell’ortofrutta come altri nostri colleghi lo sono dell’arte pasticcera piuttosto che di quella della panetteria. Stiamo continuando a girare l’Italia impegnati in fiere e manifestazioni di altissimo livello – ha aggiunto Capogna – ed io, gli altri colleghi dell’Acab e tutto lo staff siamo orgogliosi di portare in giro per il nostro Paese il nome della città di Andria e di trasformare una semplice attività d’impresa in qualcosa di molto più curato, attrattivo e gratificante”.

E’ stata proprio l’Associazione Acab, lo scorso anno, trovando d’accordo i rappresentanti di altre Associazioni di Categoria, a rilanciare l’idea e la progettualità che nella città di Andria si potesse tornare ad organizzare un evento che ha fatto la storia cittadina, cioè l’organizzazione della mostra-mercato natalizia per ridare a Piazza Catuma il prestigio e la notorietà di cui godeva in altri tempi. Una mostra-mercato dell’ortofrutta e di altri prodotti alimentari tipici del periodo da tenersi la notte della vigilia di Natale e in prossimità della fine dell’anno che, come accaduto in passato, rappresentava e può tornare a rappresentare un vero culto della socializzazione e degli scambi commerciali in un importante periodo come quello delle festività natalizie.

“Purtroppo anche quest’anno questa reiterata proposta non troverà benevolo accoglimento e ce ne dispiace perché come Associazione di base portatrice di interessi collettivi, indipendente e non lobbistica, abbiamo l’assoluta certezza che manifestazioni ed eventi come questi sarebbero in grado di calamitare nella nostra città, in una notte che avrebbe potuto coincidere con la notte bianca di Andria, decine di migliaia di persone quindi molto più di tutte le manifestazioni cittadine messe insieme. L’auspicio è che ci sia maggiore propensione culturale e minore pregiudizio rispetto ad iniziative che sono praticamente a costo zero per il comune che dovrebbe solo garantire la sua disponibilità e la volontà di mettere in pratica condividendo tutte le idee progettuali, anche quando queste provengono da un contesto diverso da quello consolidato”, scrive l’Acab.

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Il tour dell’Acab continua intanto in altre location con l’acquisizione di esperienze, anche di tipo organizzativo, “da suggerire alla nostra città laddove prassi, consuetudini, procedure, incentivazioni, organizzazione logistica, disponibilità e sostegno risultano essere ancora molto precarie, quindi andrebbero completamente ribaltate e rimodulate. Per fare questo non serve solo buona volontà ma un repentino cambio di rotta culturale e rinnovate capacità che siano guidate non dal filo delle appartenenze ma da quella passione che quando c’è si vede, si sente e non può essere confusa con altro”.

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