Scuola ed elettrosmog, Beni Comuni lancia appello agli istituti per campagna di sensibilizzazione

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‘In occasione dell’inizio di questo anno scolastico il Dott. Agostino Di Ciaula, medico ISDE ed assessore all’ambiente del Comune di Modugno ha spedito ai dirigenti, direttori e responsabili di tutte le scuole della sua Città una lettera finalizzata a tutelare la salute di chi frequenta i diversi istituti scolastici.

Mi è sembrato doveroso fare lo stesso nella nostra Città, da cittadina e presidente dell’associazione Beni Comuni che, in nome dei diritti alla salute, a vivere in un ambiente sano, alla trasparenza, informazione e partecipazione, è impegnata, tra le varie tematiche, anche nella promozione di una gestione responsabile e condivisa delle fonti che causano elettrosmog. Pertanto stiamo inviando la lettera del Dott. Dic Ciaula accompagnata da una nostra presentazione agli indirizzi di posta elettronica degli istituti scolastici di Barletta’, dichiara Sabrina Salerno.

Lo scorso anno, in occasione dell’installazione del ripetitore di telefonia mobile nei pressi di Ponte Parrilli, l’associazione Beni Comuni ha chiesto ed ottenuto la convocazione del Forum consultivo previsto dal Regolamento Comunale per l’insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile per telecomunicazioni radiotelevisive e minimizzazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici (art.6).

“Purtroppo- prosegue Salerno- la continuazione dell’attività del Forum non è stata promossa da coloro che hanno ricoperto il ruolo di assessore all’ambiente a Barletta, prima il dott. Antonio Carpagnano e l’ex sindaco Maffei, poi Antonio Cannito.

‘Il 20 marzo scorso, presso l’Auditorium della Chiesa San Paolo Apostolo, abbiamo organizzato l’incontro ‘Elettrosmog. Quale il ruolo di noi cittadini per tutelare il territorio e la nostra salute’ al fine di informare la cittadinanza. La mancanza di partecipazione da parte delle istituzioni ci ha indotto a chiedere nuovamente la convocazione del suddetto Forum. L’ultima richiesta risale a luglio 2012.

Nonostante la mancata convocazione da parte degli esponenti dell’ultima amministrazione comunale di Barletta, continuiamo nell’opera di sensibilizzazione delle diverse realtà sociale presenti sul territorio.

Questo anche e soprattutto alla luce della denuncia dei giorni scorsi da parte del comitato cittadino per l’interramento dell’elettrodotto che ne denunciava la sospensione dei lavori e la scarsa trasparenza dell’iter. La tutela del diritto alla partecipazione e alla trasparenza permane uno degli obiettivi principali del nostro agire.

Ci auguriamo venga concretizzato in modo strutturato, serio e responsabile anche da chi ci governerà al fine di evitare che il modus operandi ‘partecipato’ venga promosso male e solo in occasione di emergenze ed eventi straordinari senza reale preparazione né metodo”.

Riportiamo la lettera del dott. Agostino Di Ciaula, inoltrata anche alle scuole di Barletta:

“Le onde radio sono utilizzate da oltre un secolo, ma l’utilizzo delle frequenze intorno ai 2,45GHz è proprio solo degli ultimi 15-20 anni.

È vero che le reti wireless, i cellulari e i telefoni cordless usano trasmissioni radio di bassa potenza, ma se queste sono confrontate con l’elettromagnetismo di fondo che ha accompagnato lo sviluppo degli organismi viventi negli ultimi 4 miliardi di anni, è facile intuire come abbiano intensità di molto superiore.

L’intensità dell’esposizione, inoltre, si moltiplica in caso di più fonti contemporanee (telefoni cellulari, telefoni senza fili, reti wireless etc.) e ha effetto  sinergico con l’esposizione ad altre forme di inquinamento (es. quello atmosferico o da pesticidi).

L’evoluzione non ha ancora avuto il tempo di fornire i nostri organismi di sistemi di protezione contro questo tipo di segnali elettromagnetici ad alta frequenza e, nonostante le evidenze scientifiche siano in parte contraddittorie, non è al momento possibile fornire assolute garanzie di sicurezza per questo tipo di tecnologie.

Un gruppo di 31 scienziati provenienti da 14 Paesi diversi, riuniti a Lione in occasione di un incontro dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha recentemente (maggio 2011) classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni per l’uomo” (gruppo 2B), basandosi su evidenze scientifiche che suggerivano un aumentato rischio di tumori cerebrali (gliomi) associato all’uso di apparecchi di telefonia mobile.

Da circa vent’anni è inoltre noto in letteratura scientifica (soprattutto grazie a studi del Karolinska Institute)  il tema dell’ipersensibilità all’elettromagnetismo, caratterizzato da un quadro dermatologico (arrossamento cutaneo, prurito, sensazione di calore) e da sintomi di natura vegetativa (affaticamento, stanchezza, nausea, difficoltà di concentrazione, tachicardia). Circa l’1.5-3.2% della popolazione è affetta da questa condizione in Svezia e Stati Uniti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pur non riconoscendo questa condizione come una malattia, la riconosce come una alterata risposta fisiologica dell’organismo, e in particolare del sistema nervoso centrale e periferico.

ll Consiglio d’Europa ha redatto a maggio 2011 un rapporto (Doc. 12608) nel quale viene consigliata l’adozione del principio di precauzione, in particolare nei casi in cui vengano coinvolti nell’esposizione gruppi particolarmente vulnerabili come i bambini e i soggetti “elettrosensibili”.

Per questo motivo il Consiglio suggerisce a tutti gli Stati membri di adottare misure ragionevoli finalizzate a ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici particolarmente nei bambini, e a promuovere campagne informative sui rischi potenziali dell’esposizione a lungo termine a tale forma di inquinamento.

Ha anche consigliato di bandire le connessioni wireless dagli edifici scolastici, vietando l’utilizzo di telefonini e ogni altra forma di connessione senza fili.

Queste determinazioni del Consiglio d’Europa hanno lo scopo cautelativo di proteggere i ragazzi in fase di crescita, la categoria di persone più sensibili a qualunque fattore inquinante.

Numerose scuole in vari Paesi del mondo occidentale (soprattutto Canada, Regno Unito, Francia), stanno adottando semplici misure precauzionali per ridurre l’inquinamento elettromagnetico a radiofrequenza:

–       preferire connessioni via cavo o tramite rete elettrica a modem/router wireless

–       preferire l’uso di telefoni fissi a telefoni senza fili

–       evitare cellulari accesi durante la presenza in classe

–       promuovere campagne educative finalizzate a disincentivare fortemente l’utilizzo dei telefoni cellulari da parte dei bambini

Questa comunicazione è motivata dall’augurio che anche la Sua scuola possa essere sensibile all’argomento e intenda aderire al rispetto del principio di precauzione suggerito dal Consiglio d’Europa, al fine di tutelare la salute di chi la frequenta”.

 

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