Riforma Province, Schittulli vs Dentamaro: «CAL poltronificio? Istituito dal governo Vendola»

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“Il CAL non lo abbiamo istituito noi dell’UPI Puglia, bensì la maggioranza che sostiene il governo Vendola quando, nel lontano 2006, ha votato la legge n. 29 specificando finalità e compiti, indicati, inequivocabilmente, anche nella relazione resa all’Assemblea regionale. L’Avv. Dentamaro, da assessore esterno, molto probabilmente, non è stata resa edotta dai suoi uffici”, prosegue Schittulli, citando riferimenti normativi: “Sul sito del Consiglio regionale potrà rilevare come la legge 29 del 2006 “si ispira, in tema di composizione del Consiglio (il CAL) al principio della rappresentanza territoriale, istituzionale e del pluralismo politico…nel Consiglio si possono raccogliere tutte le istanze provenienti dai vari livelli di enti locali” .

Se davvero il CAL è un “poltronificio”, perché è stato istituito,  domanda il presidente UPI Puglia: “Negli incontri istituzionali e non, che pure ci sono stati e di cui riferisce l’assessore, non solo non erano presenti quelle componenti territoriali (economiche, sociali, culturali) previste nel CAL, ma proprio in quegl’incontri abbiamo chiesto a gran voce, e non da soli, che era indispensabile che la Regione convocasse, a costo zero, il CAL. Ciò non è accaduto. Ed oggi l’assessore Dentamaro dà dignità a quegl’incontri che non potevano scaturire “un bel nulla”.

Erano chiacchiere queste? Avete inteso istituire un “poltronificio”? Allora è una legge inutile. Spiegate ai cittadini perché avete impegnato l’Assemblea regionale per normare un organismo previsto dalla Costituzione, istituito con la legge approvativa dello Statuto regionale e disciplinato il suo funzionamento con la legge “inutile”, di ben 13 articoli, n. 29 del 26 ottobre 2006.

Non è stato forse questo uno spreco e una presa in giro? Quando fa gioco ci si rifà alla Costituzione, quando, no!! Noi intendiamo rispettare la Costituzione e la legge sino a quando saranno in vigore. 

Una diatriba, quella tra Schittulli e Dentamaro, che tiene banco da giorni sulla stampa locale ma che, stando a quanto dichiara il professore, si conclude con questa sua nota: “Pertanto ribadisco che non interverrò più sulla stampa, perché è nelle ISTITUZIONI, quando le si fa funzionare e non rappresentano solo simulacri ideologici di parte, che si costruisce il futuro delle popolazioni da noi amministrate. Tanto è quanto!”.

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