Riforma Province, Schittulli (Upi Puglia) vs Vendola: «Assenti perché CdR incompetente, solo CAL rappresenta i territori»

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Bollata dalla Dentamaro come “occasione persa” e commentata “con rammarico” da Vendola, sulla mancata presenza è intervenuto il presidente Upi Puglia, Francesco Schittulli, che in una lettera aperta all’on. Nichi Vendola così spiega la decisione di non intervenire:

Ma quali sono le iniziative che il Presidente Vendola dice di aver attivato per accompagnare gli enti locali nel processo di riordino voluto dal Governo nazionale?

Se intende riferirsi alla convocazione della Cabina di Regia (C. di R.), questa volta andata deserta, è bene precisare che l’’argomento del riordino delle Province era ed è totalmente estraneo alla competenza del richiamato organismo regionale, a suo tempo istituito per la trattazione di tutt’’altre questioni.

Di qui l’assenza dell’UPI regionale. Peraltro avevo già rappresentato con note indirizzate al Presidente Vendola (l’’ultima in data 30 luglio c.a.) ed in incontri, che pure ci sono stati anche con l’’Assessore Dentamaro, la necessità e l’’urgenza di funzionalizzare il Consiglio delle Autonomie Locali, previsto nel 2001 e istituito dalla Regione Puglia sin dal lontano 2004.

Invece nulla, se non qualche mal argomentato tentativo per sostenere che un organismo (il CAL) poteva valere l’’altro (C. di R.). Poi un lungo assordante silenzio da parte della Regione, così perdurante da accreditare una sensazione avvertita che quasi si volesse “strappare” un qualsiasi pronunciamento da parte dell’’UPI, che sebbene di nessuna valenza giuridica, avrebbe comunque consentito alla Regione di poter dire al Governo nazionale di aver assolto diligentemente al compito alla stessa affidata dalla legge 135 in tema di riordino delle Province. Ma non solo.

La Regione, con tale comportamento, si è sottratta, ancora una volta, dall’’esprimere un proprio disegno organizzativo di livello istituzionale di riassetto dei poteri in ambito territoriale regionale che pure sarà costretta a partecipare e mettere in campo, all’’indomani dell’approvazione della “sciagurata” e penalizzante (per la nostra Regione Puglia) riforma di riordino delle Province.

Ho avuto già modo di dire al Presidente Vendola, e per iscritto,  la mia contrarietà, insieme ai Presidenti delle Province Pugliesi, a celebrare riti “ad ogni costo”, figuriamoci quando, poi,  si è convocati per discutere di questioni in una sede istituzionale non a ciò deputata.

Per restare sul tema della competenza esclusiva del Consiglio delle Autonomie a trattare gli aspetti del riordino, voglio riportarmi, non ad un documento elaborato dall’UPI Puglia, bensì a quanto l’Assemblea regionale pugliese stabilì a tal proposito nell’ottobre 2006 secondo cui il CAL “si ispira, in tema di composizione del Consiglio al principio della rappresentanza territoriale, istituzionale e del pluralismo politico. Si è inteso garantire, in tal modo, che nel Consiglio si possano raccogliere tutte le istanze provenienti dai vari livelli di enti locali”. Il legislatore regionale, opportunamente, si preoccupò pertanto di disciplinare le funzioni e i compiti dell’organismo di rappresentanza di tutti coloro che compongono il Consiglio delle Autonomie Locali (non dei soli presidenti UPI-ANCI)  a testimonianza degli interessi economici, sociali e culturali dei territori assoggettati al riordino. Fu proprio questo lo spirito della norma regionale, come trasfuso nella citata relazione.

Ecco perché l’’UPI Puglia non ha partecipato alla Cabina di Regia, perché in essa non sono rappresentati i territori, ma solo le loro amministrazioni unite in associazione (UPI-ANCI).

Voglio concludere ricordando al Presidente Vendola che non basta dire che le Province sono indispensabili per la loro qualità di enti intermedi, come gli ho sentito dire in più di una occasione, perché l’’intervento sul Corriere del Mezzogiorno, come altri comportamenti dallo stesso tenuti, ad esempio il grave mancato ricorso da parte della Regione alla Corte Costituzionale avverso il decreto legge “Salva Italia”, da noi più volte sollecitato e mai invece recepito, sono decisamente di segno totalmente contrario”.

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