Riforma Province, Dentamaro replica a Schittulli: «Il CAL? Evitato un “poltronificio”»

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Come è noto, ANCI e UPI hanno chiesto alla Regione i motivi del mancato insediamento del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal). “Siamo orgogliosi di aver optato per un organismo snello come la Cabina di regia, riconosciuto anche dalla legge statale, evitando di ricorrere all’ennesimo poltronificio – replica l’assessore ai Presidenti Schittulli e Perrone. E’ bene che i cittadini sappiano, una volta per tutte, di che cosa si tratta: il CAL, richiesto a così gran voce, consisterebbe in una “seconda camera” del Consiglio Regionale, composta da settanta rappresentanti di Comuni, Province e … persino Comunità Montane (enti in liquidazione!), con connessi apparati di supporto e relativi costi. Seguitare a recriminare sul loro mancato insediamento, in tempi di tagli dolorosi quanto necessari, mentre persino per il Parlamento nazionale si studia come superare il bicameralismo, è atteggiamento che lascia veramente allibiti”.

“E’ bene poi sottolineare – prosegue Marida Dentamaro – che in questa fase delicata del riordino delle Province, alle formali convocazioni della Cabina di regia si sono aggiunti innumerevoli incontri estesi a tutti i Presidenti, i Sindaci e persino i Consiglieri comunali, oltre ad una mia diretta partecipazione a sedute di tanti Consigli comunali; abbiamo utilizzato – naturalmente a costo zero – sale della Fiera del Levante e del Consiglio Regionale, ivi compresa l’aula delle sedute consiliari, per ospitare gli amministratori locali interessati a partecipare, approfondire e confrontarsi su un tema così complesso per le sue ricadute sui diversi territori. Altro che CAL!

Del resto non è un caso che molte Amministrazioni comunali si stiano pronunciando, come ha correttamente sottolineato il Presidente dell’ANCI Puglia Perrone, rivendicando la scelta di attendere, appunto, le delibere dei singoli Comuni. A Perrone devo lealmente dare atto – conclude l’assessore – di comportamenti sempre costruttivi e improntati a spirito di collaborazione istituzionale”.

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