Bisceglie, Casa Divina Provvidenza: incontro dei sindacati, corteo il 29 ottobre

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Qualunque piano di ristrutturazione, secondo la Regione, deve passare per l’azzeramento degli attuali vertici della Cdp. Solo dopo questo passo si potrà parlare di aiuti. In attesa, migliaia di dipendenti vivono una condizione angosciante che non lascia presagire un felice epilogo. A rischiare il lavoro, infatti, non sono solo i 587 dipendenti, per i quali è stata annunciata la messa in mobilità, ma anche tutti quei lavoratori dell’indotto che si muove attorno alla Casa della Divina Provvidenza.

Così martedì 23 ottobre le organizzazioni sindacali unite hanno organizzato un incontro con la stampa nel piazzale interno della Casa della Divina Provvidenza, per rivendicare le proprie ragioni. All’incontro sono intervenuti Biagio D’Alberto, segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil Puglia, Nicola Cosmai della Fials, Giuseppe Lanotte della Cisl, Vincenzo Casaletto, segretario dell’Ugl Sanità di Bari, Nicola Brescia, segretario generale Usppi e Michele Schinco, segretario nazionale Fsi.

Quando una situazione diventa tragica, scoppiano anche i paradossi: i soldi, infatti, ci sarebbero se la ASL\Bt decidesse di pagare parte delle competenze arretrate. Ma ecco apparire il secondo paradosso: si corre il rischio che quei soldi non arrivino mai nelle tasche dei dipendenti, visto che il denaro potrebbe essere intercettato dai creditori dell’Ente. I sindacati rifiutano l’ipotesi di un taglio delle unità lavorative, continuando ad invocare una soluzione per il conflitto Regione-Vertici della Cdp.

Pertanto, i rappresentanti sindacali hanno annunciato due iniziative per spingere verso un giusto compromesso: un corteo a Bisceglie, con partenza proprio dalla Cdp, per il prossimo 29 ottobre; una manifestazione di protesta davanti alla Cattedrale di Trani, il 31 ottobre, in occasione della visita del Cardinale Angelo Amato per la proclamazione della Venerabilità di don Pasquale Uva, fondatore della Cdp, nell’intento di coinvolgere anche i vertici del Vaticano nella vicenda.

Michele Noviello

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