Andria, graduatoria docenti ITA. Camero al Pd: «Propaganda elettorale, difendete insegnanti senza titoli a discapito dei più qualificati»

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Il Pd, secondo l’assessore, avrebbe infatti strumentalizzato la questione a fini puramente elettorali, perdendo di vista persino la legittimità dei provvedimenti che, necessariamente, andavano adottati.

Scrive Camero nella sua nota: “E’ quanto sta accadendo al PD di Andria che, preso dall’insano furore di demolire la “Giunta Ventola”, in un periodo in cui la stessa esistenza della Provincia è messa in discussione, nell’intento di assicurarsi consensi nell’ambito scolastico in vista delle prossime competizioni elettorali, si trasforma inopinatamente in Sindacato, difendendo “insegnanti” senza titoli sufficienti per rimanere nell’Istituto Tecnico Agrario di Andria, a discapito di altri docenti con maggiori titoli.

A beneficio di lettori-elettori è bene riepilogare la questione.

L’ITA, scuola paritaria pubblica, è attualmente sotto la giurisdizione della Provincia di Barletta Andria Trani. Lo scorso anno scolastico, nella prospettiva di trasformarla in scuola statale, fu deciso di prorogare per un anno la graduatoria provvisoria dei docenti ereditata dalla Provincia di Bari.

La richiesta di statalizzazione fu rigettata e caddero pertanto le motivazioni che ne avrebbero consentito l’ulteriore proroga. Occorreva regolarizzare la situazione con apposita selezione dei docenti e con la formazione di una nuova graduatoria per l’anno scolastico 2012/13. Al riguardo fu interpellata l’ARAN (negoziatore per la Pubblica Amministrazione nelle trattative per i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro), che impose non soltanto di procedere alla selezione rapidamente, ma di inquadrare il personale docente nel comparto delle Autonomie Locali, motivo per cui, siamo stati costretti ad inserire tra le discipline del colloquio, nozioni di diritto degli enti locali.

Ciò premesso, diventa incomprensibile la battaglia del PD andriese, perché a tutela di qualche escluso, penalizzerebbe il merito derivante dalla nuova graduatoria.

Questi i fatti. Non riteniamo di dover scendere sul terreno della polemica di “Masaniello”. Nostro dovere era ed è tutelare l’istituzione ITA, che vanta ben 130 anni di esistenza e di valida formazione nel settore agrario.

L’attacco del PD, gravido di argomentazioni faziose che, se accolte, avrebbero creato problemi seri all’istituzione, lo lasciamo al giudizio attento dei lettori. Il corpo docente si è già espresso, condannandolo senza mezzi termini e definendo le dichiarazioni rese pubbliche “false e tendenziose”.

Personalmente ritengo che la BAT, sorretta dalle proteste di chi si nasconde dietro la bandiera di un partito per non aver mantenuto una situazione che di legale non aveva proprio nulla, ha agito nel giusto.

Se il PD andriese ritiene di dover tutelare interessi legittimi lesi, si liberi dalle scorie di veterocomunismo, abbandoni il “giustizialismo di piazza” ed adisca le vie legali. E’ nostro costume non inseguire giudizi mediatici, né consensi qualunquistici. Non fuggiamo dinanzi a dieci “domande ad effetto” ma attendiamo serenamente che diventino oggetto di valutazione di un giudice, sempre che “quei protetti”, ritengano di superare una sterile polemica, affidando il proprio ruolo al foro competente.

Dalle affermazioni si deduce la produzione su larga scala ed a pieno regime della locale “Fabbrica del Fango”, per la quale non sono previsti ammortizzatori sociali, neppure per quelli della “nomenclatura”.

Questi “khmer rossi” vorrebbero trasformare Andria in uno spericolato poligono di tiro, dimenticando che il progresso dei cittadini passa invece attraverso l’impegno nella pubblica amministrazione, fatto di idee, programmi e progetti concretamente condotti in porto, come nel caso dell’ITA, che col nuovo corso ha ripreso ad esercitare attrattiva sulle famiglie e sugli studenti, raddoppiando il numero degli iscritti, dopo gli anni grigi dell’Amministrazione provinciale barese di centrosinistra.

In questo cupo scenario, vanno probabilmente ricercate le ragioni che hanno inesorabilmente determinato ad Andria la fuga in massa dal centrosinistra, tenuto tutt’oggi ben stretto da quei “boiardi”, così esclusivi da far arrossire persino quelli del ventennio fascista”.

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