Trani, pronta sede di tutoraggio dell’Università Lum: presentato il bando per le borse di studio

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Gli interventi che si sono susseguiti hanno messo in evidenza tutta la fiducia che c’è nell’iniziativa neonata. Il rettore della Lum Jean Monnet, Emanuele Degennaro, ha delineato il futuro della sede di Trani: “La Lum è l’università che l’Europa vuole, vicina al mondo delle professioni, degli imprenditori e delle pubbliche amministrazioni. Trani rientra in questo progetto di alta formazione. La sede è stata completata ed è pronta dal 3 settembre. Accoglierà seminari, esercitazioni, master ed un centro ricerche interdisciplinare sui sistemi territoriali innovativi e comunità intelligente. Il centro sarà presieduto da Aldo Romano, padre fondatore di Tecnopolis e direttore della e-business management school della scuola superiore Isufi dell’Università di Lecce”.

Per il Sindaco “Questa sede rappresenta una ricchezza aggiunta alle bellezze della città. Parliamo di bellezza culturale, delle menti. Si cresce grazie a sognatori, pionieri e imprenditori che rischiano investimenti per far avviare lo sviluppo della conoscenza.”

Per Ventola l’università è un pilastro per la crescita economica del territorio: “Sono anni che la sfida di arricchire il territorio è stata lanciata, ma solo ora si sono verificate le condizioni perché si avverasse questa possibilità. Adesso arriva un impulso forte alla cultura e alla formazione. La porta è sempre stata aperta a tutti, a tutte le realtà che contribuiscono a mantenere in piedi le strutture amministrative della Provincia. Ora tocca alle menti. Non ci piacciono le proposte mordi e fuggi, apprezziamo i programmi a lungo termine e quelli che fanno formazione. Ci piace anche che il pubblico collabori con il privato se lo scopo è creare le eccellenze, sostenere il meglio. Lasciamo da parte chi, in maniera strumentale, la butta in politica e sciupa un’occasione: una università snella come la Lum è il simbolo tangibile di una comunità allargata che punta a limitare le fughe dei cervelli anche dal nostro territorio.”

Ci chiediamo se l’espressione “università snella” sia antitetica di “università pubblica”; chiediamo come mai soldi pubblici vengano investiti in nome dell’eccellenza privata e non vengano investiti per la maltrattata scuola pubblica. Non parliamo, ovviamente solo di università; non è una guerra tra rettori.

Parliamo di una situazione che vede la maggiore parte delle scuole pubbliche del nostro territorio cadere a pezzi, prive di spazi idonei, prive di quei requisiti che fanno di una scuola la sua ragione d’essere. Ma non c’è da preoccuparsi; aspettiamo che qualche “eccellentissimo lumino” giunga a normalizzare tale anomalia.

Michele Noviello

 

 

 

 

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