Riforma Province, Codicom Puglia: «La Bat? Nell’Area Metropolitana di Bari»

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Scrive il Codicom: “A fronte di un dibattito molto vivace e tutto aperto che si sta sviluppando tra i sindaci di Brindisi, Lecce e Taranto e i presidenti delle Province di Lecce e di Taranto per discutere delle iniziative da intraprendere in merito al piano di riordino che prevede la cancellazione dell’ente brindisino e di quello ionico, tanto da far propendere per una fusione degli stessi, avendo preso pienamente atto che altrimenti non sono prospettabili altre soluzioni di sopravvivenza che non siano unicamente il frutto di un perseverante e anomalo modo per non accettare cambiamenti inevitabili perché interconnessi ad una serie di operazioni che, globalmente, vengono chiamate spending review altrimenti inattuabili con gravissime ripercussioni sui contribuenti, nella provincia di Barletta, Andria, Trani non si giunge ad alcuna conclusione, almeno questo è quanto si fa trasparire e giungere all’opinione pubblica.

A fronte di una strategia mista tra ricorsi giudiziari e coinvolgimenti tardivi, il tempo trascorre inesorabile e le raccomandazioni dell’assessore regionale Dentamaro sembrano rimanere inascoltate.

Quale sarà, quindi, la scelta finale non si sa ma una decisione dovrà esserci e l’auspicio, visto che noi crediamo non ci sia alcuna plausibile alternativa, allo stato delle cose, è che alcuni comuni, almeno i più grandi, possano entrare a far parte dell’Area Metropolitana di Bari mentre non è escluso che altri comuni già provenienti dalla provincia di Foggia possano tornare alla casa madre forse anche con grande soddisfazione della quasi totalità della popolazione ivi residente.

In fondo “tornare con Bari” non è nulla di rivoluzionario se non in termini di maggiori opportunità per queste città in quanto l’Area Metropolitana significa molto di più di provincia essendo destinataria di molte funzioni delegate dalla Regione che la provincia non ha e non potrebbe avere, specie anche in funzione della rimodulazione del Governo centrale rispetto a competenze e compiti di questi Enti da più parti ritenuti e giudicati inutili e fonte di sprechi.

In fondo se abbandonassimo per un solo attimo ipocrisie e falsità dobbiamo ammettere che in realtà sono tantissime quelle Associazioni, Ordini Professionali e organizzazioni di elevatissimo spessore, almeno in termini di immagine, che non hanno mai istituito loro sedi di rappresentanza, operative o legali nella nuova provincia Bat e trincerandosi dietro la formula strana quanto ingannevole di identificarsi come BARI/BAT hanno solo occupato le postazioni istituzionali disponibili nell’Ente forse senza neanche averne pieno titolo, almeno formale, senza entrare nel merito di quanti, utilizzando il consolidato e sempre produttivo metodo dello stare dietro le quinte, hanno addirittura osteggiato il percorso del nuovo Ente policentrico al punto che ad oggi alcuni Enti fondamentali per il territorio come Questura o Camera di Commercio non sono stati istituiti con gravissimo danno di cui proprio l’Ente deve sentirsi responsabile di aver addirittura fatto perdere il requisito per ottenere i riconoscimenti e quello della Camera è emblematico non essendoci oggi più i numeri per ottenerla in questo territorio, almeno secondo i recenti dati trasmessi proprio dall’Osservatorio Provinciale delle Attività Produttive.

Il tempo stringe e siamo certi che l’assessore Dentamaro continuerà nella sua preziosa opera di mediazione, da un lato ma anche di fermezza istituzionale dall’altro quindi se indicazioni devono pervenire dal territorio che giungano quanto prima altrimenti il percorso è già tracciato e noi accoglieremmo con immenso piacere nella nuova Area Metropolitana le città della Bat ma per fare questo bisogna immediatamente entrare a far parte del circuito politico e amministrativo che sta ponendo le basi per la realizzazione dell’A.M. altrimenti sarà un’altra occasione perduta. Noi ci crediamo”.

 

1 COMMENTO

  1. Temo invece che quella dell’assessore Dentamaro non sia una preziosa opera di mediazione ma un’opera di inibizione di prospettive realmente metropolitane per ricalibrare Bari ad un livello sovracomunale. Anche in questo articolo si continua ad usare l’espressione “area metropolitana” in luogo di “città metropolitana” (il vero obiettivo della Legge del ’90 e la vera necessità italiana): se si fosse trattato solo di un gioco lessicale, o di attribuire funzioni più “forti” alle province dei capoluoghi regionali, non si sarebbero persi vent’anni per un banale fraintendimento. In realtà la speranza per noi era la Greatest Bari multimunicipale che si limitasse all’area tra Giovinazzo e Mola, per differenziare sul piano estetico-funzionale il territorio metropolitano sensu stricto da quello di una Provincia delle Murge (il resto della Terra di Bari, dall’Ofanto alla Selva di Fasano) che Emiliano, Schittulli, Vendola e Dentamaro non hanno mai voluto concepire.

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