Riforma delle Province, la Bat ricorre al Tar Lazio: «Gravi danni alla comunità»

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Il ricorso al Tar Lazio, deciso dall’esecutivo provinciale con delibera n.67 del 13 settembre scorso, è stato probabilmente accelerato alla luce anche dell’esito negativo dell’incontro tra i rappresentanti degli enti locali pugliesi colpiti dai tagli e l’assessore regionale Marida Dentamaro. Ribaditi infatti in tale sede i tempi stretti in cui licenziare le proposte: entro il 2 ottobre prossimo la Cabina di regia regionale dovrà definire gli accorpamenti ed entro il 24 ottobre la Regione dovrà inviare la proposta al Governo. In caso contrario, le relative decisioni saranno assunte direttamente dal Governo centrale.

L’ultima arrivata tra le province pugliesi, la Barletta-Andria-Trani divenuta operativa appena tre anni fa, non si rassegna ad essere soppressa per mancanza del requisito relativo all’ estensione territoriale (1.500 chilometri quadrati contro i 2.500 richiesti dalla riforma): “La Provincia è ente costituzionalmente garantito e i soli criteri dell’estensione territoriale e del numero degli abitanti non sono sufficienti a giustificare l’abolizione della Provincia stessa e risultano oltremodo rigidi e inidonei a favorire un equilibrato riordino che tenga conto delle peculiarità degli enti interessati”, si legge nella delibera.

Pertanto, secondo la Giunta della Bat, “la deliberazione del Consiglio dei ministri presenta vizi plurimi di legittimità amministrativa oltre che costituzionale e produce gravi danni alla comunità provinciale che vedrebbe fortemente sacrificata l’autonomia del suo territorio ricco di storia, arte e cultura”, ragioni che giustificano il ricorso in sede amministrativa.

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