Carenza insegnanti, Flc Cgil Bat: «Istituti chiedano dotazione aggiuntiva rispetto all’organico»

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La sollecitazione segue l’incontro avvenuto tra i rappresentanti di Flc Cgil Bari e Bat, la Rete dei docenti precari ed il provveditore agli studi di Bari, Giovanni Lacoppola, che si è tenuto dopo il sit di venerdì scorso a Bari svoltosi nell’ambito della giornata nazionale “Il giorno del merito”, organizzata per chiedere la stabilizzazione dei precari nella scuola.

La delegazione di manifestanti ha presentato al dirigente Lacoppola un documento da inviare al Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, sulle condizioni dei precari e sulle criticità che il personale scolastico di Bari e della Bat sta vivendo in questo primo scorcio di anno. Nella lettera, tra le altre cose, si evidenzia “l’inutilità del concorso pubblico in cui si sperpereranno milioni di euro mentre nelle graduatorie provinciali permarranno oltre dodici mila lavoratori, abilitati e specializzati, che hanno avuto rapporti pluriennali con il Ministero”.

“Abbiamo trovato – commenta il segretario generale Flc Cgil Bat, Francesco Dambra – la piena solidarietà del dirigente dell’ufficio scolastico territoriale alle nostre istanze. Il dottor Lacoppola si  è detto disponibile ad inoltrare al Ministro Profumo il documento che gli abbiamo presentato, accogliendo tutte le indicazioni in esso contenute. Non solo, ci ha invitato a sollecitare i dirigenti scolastici affinchè segnalino le condizioni d’impossibilità del funzionamento delle scuole a causa dell’esiguo numero di collaboratori e di docenti di sostegno. È, dunque, indispensabile che i dirigenti facciano richiesta di una dotazione aggiuntiva rispetto all’organico di diritto come condizione necessaria al fine di poter svolgere la regolare attività didattica”.

“Auspichiamo – conclude il coordinatore precari della Flc Cgil Bat, Michele Scommegna – che il Ministero accolga le richieste provenienti dai dirigenti degli istituti scolastici del territorio in un momento in cui i tagli al comparto si fanno sempre più pesanti; si pensi che sino ad ora nessun lavoratore precario del personale Ata ha ricevuto l’immissione in ruolo. Secondo noi per uscire dalla crisi si deve investire nell’istruzione, nella formazione e nella ricerca, una cambio radicale della politica dei tagli”.

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