Andria, Provincia Bat e “Agorà”. LAC: «Ventola ha dribblato le nostre domande, risponde da politico e non da uomo»

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Come è andato il duello dialettico? ” Doveva venire ed è venuto. Ha avuto coraggio, quindi gli riconosciamo il dovuto, però… Però, il Presidente dell’agognante Bat risponde in modo vago alle mie domande”, scrive Santovito.

“Non che mi aspettassi l’ammissione del quasi fallimento della storia della Bat ma i cittadini presenti in Viale Crispi ieri sera avevano le idee molto chiare, al contrario di molti politici presenti solo per far numero o per dovere reverenziale, quindi sono stati proprio i cittadini quello stimolo che ha fatto scattare in me il desiderio di farmi espressione civica incondizionata. A tal proposito, con la schiettezza e la naturalezza che mi contraddistinguono, ho preso la parola ed ho detto al Presidente ciò che pensavo e che ad Andria è opinione comune.

Non starò qui a ripetere quello che ho detto e che tutti hanno ascoltato ma ribadisco che la quasi totalità delle scelte effettuate in questi oltre tre anni di vita della Sesta Provincia sono il risultato di compromessi, di accordi politici o personali, di mantenimento di equilibri e di accontentamenti vari che nulla hanno a che fare con quello che è il benessere della Collettività che, al contrario, si è vista impoverire non solo culturalmente ma anche rispetto allo stato di arretratezza del nostro territorio, soprattutto in termini occupazionali e di sviluppo turistico e sociale, con i giovani completamente ignorati”, è la sua opinione.

“Senza farmi per nulla “intimorire” dalla massiccia presenza delle Forze dell’Ordine, impegnate nel loro compito di “proteggere” la mia persona (forse mi sto sbagliando, comunque scherzo!) ho detto parte di quello che avevo da dire ricevendo in cambio dei sagaci dribbling da parte del Presidente Ventola il quale, evidentemente, non ha dimenticato le regole del gioco del calcio, praticandolo discretamente, ma in politica le regole del calcio non si possono applicare perché se nel calcio si dice che “non c’è fallo finché l’arbitro non lo fischia” altrettanto non si può dire quando si amministrano i beni pubblici e si ha tra le mani il destino di intere popolazioni e di generazioni.

In questo caso gli arbitri dovrebbero essere i Cittadini ma quegli stessi Cittadini vengono privati del fischietto perché oggi i politici, i partiti e le lobbies di appartenenza si sono appropriate di tutto, anche della libertà di scegliere i propri rappresentanti nelle Istituzioni ed ecco che si ritrovano politici imposti dall’alto e dirigenti che guardano verso altri obiettivi e anche ieri sera, ad Andria, il Presidente faceva l’arbitro e anche il giocatore.

Tutto ciò non è normale e il tentativo di farlo apparire tale sta diventando ridicolo in quanto le “manovre” sono già state tutte ampiamente smascherate e fra qualche mese i manifesti ed i comunicati stampa politici parleranno chiaro, al punto che saranno in moltissimi a doversi meravigliare delle riappacificazioni strategiche e dei nuovi assetti politico-personali.

Tornando alla Provincia ritengo che il dibattito pubblico sia stato comunque molto positivo e mi auguro che altri ne seguano anche a livello locale in quanto i problemi sono enormi e numerosi al punto che anche la politica ed i suoi rappresentanti cominciano a sentirsi soli ed impotenti. Ecco perché la logica del confronto e della partecipazione deve diventare una regola e non una marcia da suonare solo durante il funerale. Sia chiaro, quindi, che coinvolgimento e partecipazione devono essere un fatto culturale perché solo ridando ai Cittadini la facoltà di scegliere e di esprimere la propria opinione prima che gli eventi si manifestino e nelle fasi di programmazione e di progettazione può significare un cambio di rotta rispetto allo sfascio della Democrazia causata da indegni rappresentanti e, in modo penoso, dai loro segugi che assumono posizioni diverse a seconda delle convenienze come sta accadendo proprio per la Provincia Bat laddove i politici locali smentiscono i propri rappresentanti nazionali che agiscono esattamente in modo opposto.

Coloro che godono di tutti i privilegi conferiti dai loro “superiori e padroni” sappiano che il Popolo sa ben giudicare e non basta essere sfuggenti e viscidi per rifuggire dai propri compiti perché comunque ed in ogni caso di quei privilegi bisogna sempre ringraziare chi vota, anche se chi vota non può più sceglierseli e forse non li vorrebbe neanche così come sono.

Non mi aspetto risposte perché so già che, come successo anche nel dibattito di ieri sera (3 settembre, ndr) ad Andria, noi chiediamo da dove vieni e loro ci rispondono “porto cipolle”.

Nella mia precedente nota avevo scritto: “…ci scusi Presidente non siamo disfattisti ma realisti. Se non vorrà rispondere alle nostre domande resti pure in silenzio ma se deciderà di risponderci lo faccia da uomo e non da politico…”.

Alle nostre domande, a quelle che hanno avuto un cenno di risposta, credo che ancora una volta il politico abbia avuto il sopravvento sull’uomo dando solo risposte politiche a dimostrazione che chi amministra è il cucchiaio di legno che sta dentro la minestra e la gira e volta a proprio piacimento e il dosaggio dei condimenti è sempre e solo secondo il proprio gusto.

Intanto il gioco degli sprechi continua e a distanza di qualche ora dalle “Democratiche Agorà” accade che la Provincia continua a regalare incarichi e mansioni da centinaia di migliaia di euro ad ogni “botta”. Come dire: “Il morto bisogna seppellirlo spogliato””.

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