Andria, Paolo Crepet al “Settembre Pedagogico”: grande partecipazione di pubblico

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Nella sessione mattutina, alla presenza, tra gli altri, del Sindaco, Avv. Nicola Giorgino, del Vicario diocesano, Don Gianni Massaro, e dell’assessore alla Pubblica Istruzione, avv. Antonio Nespoli, il prof. Crepet ha interloquito col mondo studentesco e con le famiglie.

I temi trattati: dal bullismo, che è troppo facile liquidare come «ragazzata», all’abuso di alcol, tra le prime cause di morte fra i giovani, dal 7 in condotta, necessario perché solo la presenza di regole insegna a rispettare il prossimo e a riconoscere i propri limiti, al telecomando, che insieme a Facebook e all’iPod indirizza verso un uso «surfistico» delle relazioni, improntate cioè all’eccitazione momentanea, alla comodità, che porta a evitare la fatica della riflessione.

In particolare l’uso eccessivo dei social network denoterebbe mancanza sia di socialità che di relazioni interpersonali compiute e necessarie alla crescita dei più giovani, con il forte rischio, inoltre, di creare vite virtuali dove le emozioni ed i sentimenti vengono annullati davanti alla tastiera di un pc.

“Ritengo che ciò che stiamo vivendo non sia frutto di errori di percorso o involuzioni impreviste – ha commentato Paolo Crepet –  ma di una mutazione antropologica che coinvolge la famiglia, i giovani e le loro culture, ovvero l’intera comunità. Una mutazione che  dovrebbe indurre curiosità, attenzione, voglia di provare a capire cosa sta accadendo e cosa potrà accadere”.

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Nel pomeriggio, quindi, centinaia di docenti delle scuole andriesi di ogni ordine e grado hanno partecipato alla sessione inerente il tema “La gioia di educare”.

“Mai come oggi – ha detto Crepet – una generazione di giovani vive altrettanto benessere e disarmante vulnerabilità. Ragazze e ragazzi cresciuti senza conoscere il senso della frustrazione e del dolore, che tentano di sopravvivere aggrappati a un presente imbalsamato di privilegi, terrorizzati da un futuro insicuro. Identità fragili alle prese con famiglie fragili. Genitori eternamente indecisi tra il ruolo di amici o complici, fra severità e buonismo, controllo e fiducia. Mai come oggi i giovani devono affrontare una società incapace di prestar loro l’attenzione e il rispetto, i piccoli segni di affetto e i grandi ideali di cui hanno bisogno”.

“Tocca alla scuola, quindi, educare ed impartire regole fondamentali di cui i ragazzi non possono farne a meno. Sarebbe bello come insegnamento generale – ha affermato Crepet – se nelle classi delle scuole vi fosse la scritta ‘Tutto quello che è comodo è stupido’”.

 

 

 

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