Andria, ex mattatoio si trasforma in contenitore culturale: al via i lavori

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Il quadro economico è pari a 3 milioni e mezzo di euro e la consegna dei lavori, contrattualmente, è prevista dopo 365 giorni.

Il manufatto storico, di limitata ampiezza volumetrica, potrà essere destinato ad accogliere gli ambienti connessi a quelli propri della sala teatrale come: la sala prove per artisti (laboratori teatrali), la biglietteria, la sala d’ingresso e gli spazi connettivi. La sala con il palcoscenico, i camerini, i servizi, i depositi ed i locali tecnici saranno realizzati in una nuova struttura in cemento armato, prevalentemente interrata, ubicata nell’area posta sul retro dell’ex Macello.

Con il progetto di recupero si otterrà una compiuta integrazione tra il costruito storico, che verrà preservato in tutti i suoi aspetti storico-architettonici, e la nuova struttura, che sarà limitatamente invasiva e compatibile con il contesto. L’intera struttura è completamente accessibile anche ai disabili, grazie all’installazione di un ascensore in una delle torrette.

Vi è spazio anche per una “collinetta degli spettacoli” su cui saranno “adagiate a raso” cinque gradonate con  sedute rivestite con listoni in legno di teak trattato in autoclave; in tale spazio verde attrezzato potranno essere svolte attività ricreative quali spettacoli all’aperto di musica, cabaret, lettura di testi.

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L’area esterna, destinata prevalentemente ad area di parcheggio ed attrezzata con spazi verdi, sarà pavimentata con basole di pietra di Trani nelle zone pedonabili antistanti la corte mentre il muro di cinta esistente sarà oggetto di recupero ed ove necessario di rafforzamento statico. L’intera area esterna, inoltre, sarà dotata di impianti di illuminazione e di smaltimento delle acque meteoriche.

“Fin dal nostro insediamento – ha commentato l’Assessore ai Lavori Pubblici, avv. Pierpaolo Matera – il restauro ed il riuso dell’ex macello hanno rappresentato uno degli obiettivi primari che c’eravamo posti. Il lavoro si è basato sull’analisi delle specifiche esigenze del territorio attraverso la scelta di una destinazione d’uso, con fini culturali e sociali, compatibile con la corretta tecnica del restauro associata alla ricerca della valorizzazione delle caratteristiche costruttive, storiche ed artistiche della struttura esistente”.

“Trasformare un rudere in una struttura adibita ad uso culturale – ha dichiarato il Sindaco, avv. Nicola Giorgino – significa da un lato farne l’epicentro della crescita sociale del quartiere periferico dove è ubicato e dall’altro lato vuol dire occupazione, possibilità per i nostri ragazzi di emergere culturalmente nel territorio e fornire nuovi servizi all’intera città. Credo che quando una Amministrazione investe nella riqualificazione di un fabbricato abbandonato da decenni affinché diventi uno degli emblemi futuri della elevazione sociale e culturale della città, dovremmo tutti esserne fieri”.

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