Andria, disagi raccolta rifiuti porta a porta: niente pesce il sabato, puzza fino al martedì

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A sollevare il caso, citando un episodio che ha visto venire quasi alle mani i condomini di una palazzina in cui nel fine settimana qualcuno aveva mangiato pesce e riposto il sacchetto della spazzatura nel contenitore all’interno del portone, è il Comitato Quartiere Europa, che scrive:

«Un giorno qualcuno ci raccontò che una nota marca di automobili tentò di vendere un suo modello di punta in una Nazione asiatica ma non riuscì a venderne neanche un solo esemplare. I tecnici, i venditori e gli ingegneri della nota fabbrica automobilistica tentarono in tutti i modi di comprendere le ragioni della totale assenza di vendita di quel modello di automobile che, altrove, continuava ad avere un grande successo e vendite da record, come per altri modelli della stessa marca. Fu solo dopo molto tempo e molti tentativi che si giunse a conoscenza che quell’autovettura non sarebbe mai stata acquistata in quella Nazione in quanto il numero che identificava il modello portava male e per scaramanzia quell’automobile mai nessuno l’avrebbe acquistata.

Questa curiosa storia può essere tranquillamente accostata a quanto sta accadendo ad Andria nella “Zona Area 1” (che comprende anche la Zona 167 Nord-Quartiere Europa) poiché si è verificato un drastico calo di consumo di pesce e frutti di mare nella giornata di sabato. In molti, anche tra gli esercenti cittadini del settore si sono chiesti cosa stesse accadendo e, scartato l‘incubo cozze alla diossina e altre simili fobie, ci si è concentrati sulla novità della città cioè sulla raccolta differenziata ed ecco che l’analisi ha portato a questo risultato:

nella “Zona Area 1” di Andria i rifiuti organici vengono raccolti nelle giornate di sabato, martedì e giovedì mentre il secco residuo viene raccolto il sabato e il mercoledì. A conti fatti significa che chi dovesse decidere di consumare del pesce ed altri prodotti della pesca nella giornata del sabato, tradizionalmente dedicata al consumo di questi prodotti freschi, deve “conservare” i residui organici, a volte anche di una certa consistenza e di sicura “puzzolenza”, dal sabato fino al martedì successivo cioè per molti giorni e addirittura le buste che ha usato per il trasporto della merce, altrettanto e forse ancor più puzzolenti, fino al mercoledì successivo cioè per quasi cinque giorni in quanto vanno conferite non nella plastica ma nel secco residuo essendo contaminate.

Durante una della tante feste del quartiere, domenica sera non si parlava d’altro e l’argomento principale era l’episodio accaduto proprio sabato scorso, il primo vero test di prova per questa enorme e sconcertante novità. Si raccontava, quindi, che in un condominio della città, sempre nella “Zona Area 1” si è sfiorata la rissa allorquando un condomino, che aveva deciso di festeggiare in famiglia il proprio anniversario di matrimonio, decide di consumare pesce proprio nella giornata di sabato avendolo trovato freschissimo e a prezzi accessibili, quindi lo ha fatto con un primo a base di pasta e cozze e un secondo a base di spigole e orate (di allevamento) cotte sotto sale, per quattro persone.

Al termine del gradito pasto  si è provveduto, come di abitudine e d’obbligo, alla differenziazione dei rifiuti ed ecco che immediatamente è scoppiato il panico. L’abbondante residuo di sale che aveva ricoperto il pesce prima di essere infornato, gli scarti del pesce e delle cozze immediatamente hanno riempito i sacchetti e quando ci si è resi conto che quei rifiuti e le buste di trasporto cioè frazione organica e secco residuo non sarebbero stati ritirati prima di martedì e mercoledì il capo famiglia ha pensato bene di alleggerire la dose di ansia familiare andando a depositare quei già naturalmente puzzolenti rifiuti differenziati negli appositi cassonetti posizionati nell’atrio scale dello stabile ed ecco che proprio nell’istante in cui il leggero coperchio del cassonetto per la raccolta dell’umido veniva richiuso e i rifiuti già depositati fuoriuscivano dalle leggerissime quasi invisibili buste bianche biodegradabili fornite dall’Azienda, si è temuto il peggio e solo l’intervento fortuito di un altro condomino ha evitato la rissa e convinto il festeggiato a riportare in casa i preziosi sacchetti dei rifiuti, nonostante nel frattempo il modesto appartamento di tipo economico si fosse riempito di parenti accorsi a festeggiare l’anniversario del congiunto.

In verità non si è ancora capito bene se avesse ragione chi ha pensato di disfarsi immediatamente dei rifiuti riponendoli negli appositi cassonetti nell’atrio del palazzo ed evitando di impregnare gli abiti degli ospiti con quella puzza di scarti di pesce e cozze o chi continuava ad asserire che quei rifiuti avrebbero dovuto essere tenuti “in casa” per molti giorni e conferiti nei cassonetti solamente il giorno della raccolta o la sera precedente.

In ogni caso rimane il grosso problema che sta mettendo in agitazione anche l’intera categoria dei pescivendoli, anche di quelli abusivi della domenica che vendono cannolicchi e altro per le strade cittadine, mentre i più fortunati (almeno in questo caso) che lavorano o hanno la possibilità di spostarsi nelle città vicine, stanno portando i loro rifiuti in questi luoghi e li conferiscono nei cassonetti collocati per le strade di Corato, Trani, Barletta e altre città.

Ci faranno pagare anche per questo?»

 

1 COMMENTO

  1. Confermo quanto scritto sopra… Io personalmente conferisco i miei rifiuti nei cassonetti della città di Bisceglie

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