Barletta, Mele vs Cannito: «Chiarimento col vicesindaco, nella Bar.s.a. interessi di partito e non personali»

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Una questione che esula dal merito specifico della diatriba, sulla quale la segretaria de La Destra ha voluto argomentare meglio il suo pensiero, scrivendo quanto segue: ” Brevemente e per onore di precisione, la spartizione dei posti nella Barsa riguarda il partito socialista e non il vicesindaco, che pur del partito socialista è componente. E’ storia nota a tutti quella di questi ultimi sei mesi, durante i quali i partiti barlettani hanno chiesto al sindaco la lottizzazione dei posti di governo e di sottogoverno minacciando in alternativa il blocco di tutta l’attività amministrativa e quindi dell’intera Città. Mi riferisco a questo nella parte finale della mia replica alle dichiarazioni del vicesindaco, e non ad interessi personali dello stesso nella vicenda Barsa.

Non era mia intenzione, dunque, per chi continua a chiedermelo, e dopo un colloquio chiarificatore avuto con lo stesso Cannito, attribuirgli responsabilità dirette ed ulteriori rispetto alla vicenda, ma evidenziare che il partito cui lo stesso appartiene è stato ed è partecipe alla lottizzazione e all’occupazione della Barsa avendone richiesto la Vice presidenza ( in che modo e in quale stile, appunto, ci sono passati e recenti interventi giornalistici che lo raccontano).

Dunque, tutto ciò nulla toglie rispetto a quanto da me detto in merito alle dichiarazioni dello stesso, circa l’infelice utilizzo dei termini e l’eccessiva enfasi data alla sua azione. Spero dunque, che con questa nuova ed imminente nomina del Vicepresidente socialista nella Barsa ( che presumiamo abbia requisiti ed esperienza da vendere nel settore ambientale) possa iniziare l’ “opera di civilizzazione” dei barlettani affinchè nessuno più mai possa definirli “porci, maiali, balordi o animali”.

E ci auguriamo anche che, il fortunato prescelto dai socialisti, futuro Vicepresidente della Barsa, non inauguri il secondo ciclo del nepotismo barlettano. L’auspicio è che si metta fine alla pratica del triste sport dei veti incrociati da parte dei partiti (quasi tutti) al fine di fare “manbassa” di ogni cosa, penalizzando, come è accaduto, la città.

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