Barletta, cercasi Disfida. La nota di Mele e Filograsso: «Non disfiderà, ma diffiderà di questi amministratori»

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E si sta ripetendo con la rievocazione della Disfida, data per certa fin dal mese di febbraio, al punto da comunicarlo urbi et orbi in occasione della Borsa Internazionale del turismo a Milano: “L’obiettivo della sua riproposizione è stato fortemente voluto dal sottoscritto nel programma elettorale e dopo consolidato nelle linee di mandato 2011-2016. Vista la valenza dell’evento,  ho deciso da dare inizio, fin dai prossimi giorni, ad una ampia serie di consultazioni aperte a tutta la città (forze politiche, associazioni culturali, operatori turistici, commerciali e dell’ospitalità etc.) finalizzate in tempi ragionevolmente brevi alla redazione di un progetto serio e ben collocato temporalmente,  e di un articolato programma di eventi correlati in cui includere la massiccia partecipazione di associazioni e gruppi folkloristici locali tanto apprezzati in tutta Italia”, dichiarava compiaciuto il sindaco Maffei. Niente male dunque per riempire le pagine del libro dei sogni.

Purtroppo la realtà sotto gli occhi di tutti racconta un’altra storia, l’estate volge al termine e della Disfida si sono perse le tracce, a parte qualche duello tra osservatori o commentatori sui media locali.

Ennesima debacle per una città potenzialmente vocata al turismo, a cui vengono tarpate masochisticamente le  ali. Sull’argomento riceviamo la nota congiunta dei segretari provinciale e cittadino de La Destra, Stella Mele e Francesco Filograsso, che dichiarano:

«Se sei il sindaco di una città a potenziale vocazione turistica, se la potenziale vocazione turistica della città che governi è fondata sul connubio mare, arte e cultura, se in queste condizioni decidi di non aprire i musei nel giorno di ferragosto e di non organizzare nulla durante l’estate (dopo averlo peraltro annunziato) per celebrare l’evento storico più importante della città, allora i casi sono due: o non hai perfettamente idea di quale città tu stia governando oppure non sai esattamente cosa fare per far decollare la tua città. O forse ce ne sarebbero altri…

Non serve essere dei grandi strateghi di comunicazione e di marketing territoriale per capire che nella sfida fra i territori per il mercato turistico vince chi maggiormente riesce a variegare l’offerta, a tipizzare le proprie eccellenze.

Non serve essere dei grandi operatori turistici per capire che la Puglia intera è presa d’assalto nei mesi estivi da turisti di ogni parte d’Italia.

Non serve neanche essere un esperto di geografia per capire che Barletta è posizionata vicino al Gargano e non troppo lontano dal Salento che sono i principali punti di attrazione del turismo marittimo indirizzato alle puglie. E non serve neanche una programmazione troppo oculata per comprendere che in una Regione che ha un’attrattiva turistica immensa, in una città vicino alle maggiori punte di attrazione turistica della stessa regione, è necessario creare gli eventi giusti per affascinare i turisti che già si recano in questi posti e indirizzarli quanto più è possibile verso la nostra città.

Trovo questi concetti del tutto elementari, così elementari che (ahinoi!) il sindaco di Barletta l’amministrazione e la giunta non riescono neanche lontanamente a comprenderli. Solo una totale mancanza di conoscenza delle regole elementari del turismo, delle cognizioni elementari di geografia e dei più elementari basamenti di marketing possono, infatti, spiegare le scellerate scelte fatte dal sindaco Maffei nel mese di Agosto (e non solo).

Partiamo infatti dal 15 Agosto. In questa data le città di grande vocazione turistica hanno aperto tutti i musei, consapevoli del fatto che si tratta di un giorno che tanta gente può utilizzare per fare visite culturali, Barletta, invece, no. E mentre queste grandi città d’arte attraggono turisti in qualsiasi periodo dell’anno, la città di Barletta, invece, no.

Evidentemente, per il sindaco, come per un qualsiasi burocrate di basso profilo, questo non ha importanza e, come per un qualsiasi burocrate di basso profilo, per il sindaco non è stato importante pensare ad una seria programmazione estiva utile ad attrarre gente nella nostra città (che non sia soltanto la notte bianca) …o forse sarebbe stato troppo difficile programmare le ferie del personale, pagare un po’ di straordinario ai dipendenti (che non siano sempre gli stessi e le stesse…), mettere qualche manifesto in giro per far sapere che sarebbero stati visitabili monumenti e musei o forse, molto più semplicemente, non c’è stata proprio nessuna voglia di applicarsi… a ferragosto meglio andare al mare o disquisire con qualche politico sodale di turno su “liste della spesa” non ancora del tutto rispettate.

Insomma, per l’occasione della Disfida (perduta) duecentomila euro sono arrivati a Barletta dalla Regione Puglia, centomila dalla Provincia… e duecentomila euro avrebbe dovuto stanziarli il comune, i cittadini, però, il risultato della spesa non lo vedranno. Nessuna rievocazione sarà effettuata, eppure era stata annunciata per agosto, poi rinviata per inizio settembre, forse adesso slittata a fine settembre. Per ora non se ne vede traccia, agosto è finito e per settembre ancora non si vede nessuna forma di pubblicità all’evento.

Insomma, anche quest’anno, Barletta non disfiderà o, se lo farà, lo farà in segreto, in grande silenzio, senza farlo sapere a nessuno, senza la programmazione e l’integrazione con il territorio che servirebbe per farla diventare un vettore di attrazione turistico.

In un momento di grande crisi economica, nella quale il turismo è un potenziale volano di sviluppo, Barletta, grazie al sindaco dormiente non utilizza nessuna delle potenzialità che il territorio e la sua storia offrono.

Chissà se è mai successo che a Capri abbiano chiuso il porto ad agosto, o se a Parigi il Louvre ( a proposito, dopo la costosa trasferta parigina dell’amministrazione Maffei, stiamo ancora aspettando l’invasione delle migliaia di turisti francesi promessici, per giustificare quella costosa gita sulla Senna)? E chissà cosa sarebbe successo in queste città se tutto ciò fosse accaduto? A Barletta è successo qualcosa di analogo, nel momento in cui potevano essere utilizzati bene i nostri attrattori turistici, il sindaco ha deciso che dovessero essere chiusi o, comunque, non usati.

Ci piace pensare che, anche senza rievocazioni del certame, Barletta saprà restare la città della Disfida e forse è il caso che noi cittadini iniziassimo a pensare una comune disfida contro chi è al palazzo di città, ma che verso questa città non ha nessun amore e nessun rispetto.

Ci chiediamo: ma di chi saranno le responsabilità oltre al sindaco che detiene gelosamente la delega alla cultura? Il suo fido braccio destro operativo che ha capeggiato il gruppo di lavoro che avrebbe dovuto organizzare la Disfida, almeno questa volta, pagherà il conto ai barlettani? E l’annuncio farsa fatto dal sindaco alla Bit di Milano che danno d’immagine procurerà alla città per una Disfida che non si farà? Insomma, chi pagherà per questo danno irreparabile causato ai cittadini barlettani? In questa “disfida di responsabilità” una cosa è certa: i barlettani non disfideranno, ma alle prossime elezioni di questi amministratori, diffideranno. Che in campagna elettorale non ci venga a riproporre quei manifesti con su scritto “Barletta capitale del turismo e della cultura”.  Su Maffei! Che a fare demagogia da quattro soldi siamo buoni tutti».

 

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