Shock a Canne della Battaglia: piromani danno fuoco a tutti i 50 pini del viale

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Sciagurata impresa facilitata dalla cospicua presenza di aghi secchi  alla base della piante, tutte con un’età di almeno sessant’anni. E’ stato un volontario del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia a chiamare via commissariato il 115, intervenuto sul posto con un’autopompa ed una squadra che ha fortunatamente impedito il propagarsi delle fiamme.

Secondo quanto si apprende  dal sito della “Gazzetta dell’archeologia online”, i pompieri, da una prima ricostruzione, hanno escluso l’uso di sostanze infiammabili come benzina od altro, pur tuttavia considerando ogni altra eventuale possibilità di tipo effettivamente doloso.

“Ma i danni restano ed anche cospicui contro questo patrimonio arboreo che appartiene alla Provincia – dice il presidente del Comitato, Nino Vinella – ed a tutta quella popolazione del territorio che pensa però a farsi solo i fatti suoi quando addirittura si gira dall’altra parte evitando denunzie alle competenti autorità. Lo sciacallaggio da parte di alcuni cittadini è pari solo alla voglia di denunziare ma solo a parole, mentre noi del Comitato preferiamo agire e suscitare lo scandalo con azioni concrete”.

Da mesi infatti i volontari del Comitato denunciano la necessità di tutelare il paesaggio in zona, unico non solo per la sua valenza storica legata alla battaglia di Canne, ma anche paesaggistica, non riproducibile se non a costi divenuti elevati e con tempi biblici.

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Un episodio simile si era già verificato all’inizio di giugno, quando ignoti avevano oltraggiato i pini; per non parlare di fori e buchi praticati alla corteccia con iniezioni di veleno, un premeditato gesto criminale  il cui fine ultimo potrebbe essere la scomparsa dei pini per fare posto a coltivazioni di vigneti, i quali a loro volta hanno soppiantato interi ettari di uliveti.

“Il tutto avviene non solo nel territorio del Comune di Barletta, che si disinteressa dello scenario complessivo di Canne della Battaglia a dispetto delle solenni affermazioni della Giunta Maffei, ma addirittura a ridosso del riperimetrato Parco regionale dell’Ofanto, esistente sulla carta e che di fatto non impedisce di intervenire su situazioni del genere perché tuttora inefficace sotto l’aspetto normativo e regolamentare.

Quei pini furono piantati nel 1961 dall’impresa Orfeo Mazzitelli che realizzò la provinciale denominata “accesso a Canne della Battaglia” e nel tempo sono cresciuti ed hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli pur senza alcuna protezione, manutenzione, cura e vigilanza da parte dell’ex Provincia di Bari, la quale (come peraltro la BAT) ha sempre escluso interventi radicali di bonifica e di pulizia delle cunette dove si sono depositati rifiuti organicai vecchi di mezzo secolo e che creano il focolaio per incendi del genere”, dichiarano i volontari del Comitato.

Ora il drammatico SOS e l’appello con la richiesta del Comitato che è perentoria ed ultimativa: passare al sistematico censimento delle piante,  con la loro sostituzione ove possibile e l’adozione coatta da parte dei proprietari dei terreni frontistanti.

Fonte:

http://www.comitatoprocanne.com/newsDett.asp?news=8851

 

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