Province e spending review, riunione presidenti Aree Metropolitane. Schittulli (UPI Puglia): «Manovra improvvisata»

0
181

Vi prenderanno parte: Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano, Francesca Zaccariotto, Presidente della Provincia di Venezia, Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia di Bologna, Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze, Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, Luigi Cesaro, Presidente della Provincia di Napoli, Francesco Schittulli, Presidente della Provincia di Bari, Giuseppe Raffa, Presidente della Provincia di Reggio Calabria, e il commissario della Provincia di Genova, Giuseppe Piero Fossati.

All’ordine del giorno le criticità e le incongruenze contenute nel decreto legge sulla spending review rispetto alla istituzione delle Città metropolitane.

“Le norme sono piene di incongruenze, dal sistema elettorale al modello di gestione – sottolineano i Presidenti – e aprono  la strada al caos, senza dare risposte ad aree del Paese che aspettano da anni un sistema di governante più moderno ed efficiente,  in grado di dare soluzioni a comunità e territori in cui vive il 31% della popolazione nazionale e si produce il 34% del nostro PIL. E’ evidente che per assicurare una buona amministrazione a queste aree, c’è bisogno di un governo retto dal consenso e quindi eletto democraticamente da tutti i cittadini”.

Le funzioni, l’autonomia, la legittimazione, la differenziazione: sono questi i nodi che saranno affrontati dal coordinamento, che stileranno al termine della riunione un documento condiviso da presentare in Parlamento, nel corso dei lavori di conversione in legge del decreto.

Sulla stessa linea anche il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli  che ribadisce lo stato confusionale che regna sovrano di fronte a delle responsabilità che possono garantire crescita  e sviluppo per il nostro Paese senza comprometterne tuttavia la stabilità economica e democratica.

“La rapida improvvisazione delle manovre che si intendono adottare – prosegue Schittulli – non mette a fuoco la necessità di spegnere quella miriade di società,  consorzi, autorità, enti, fondazioni, agenzie e quant’altro – nel 2009 se ne contavano già 3127 – che  sovrastano e costituiscono la vera spesa di costi della politica di sottogoverno in cui operano, di fatto, persone“nominate” da partiti e non elette dai cittadini. Veri e propri carrozzoni da eliminare subito i cui compiti e deleghe devono rientrare in seno a Comuni e Province che, stando in trincea, rispondono direttamente ai cittadini che li hanno eletti. No, dunque, a inutili privilegi! I costi – conclude -lieviterebbero così come accaduto con le Regioni”.              

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here