Margherita di Savoia, Unitre: in autunno i nuovi corsi, ma “l’amministrazione ci ignora”

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Il vicepresidente Ruggiero Mascolo traccia un bilancio di quanto realizzato sinora, per  fare conoscere l’associazione a chi ancora ne è all’oscuro e fare alcune considerazioni, in parte purtroppo negative circa l’interesse, molto scarso o addirittura assente, mostrato dall’amministrazione locale nei confronti delle meritorie attività dell’Unitre.

“Nata nell’autunno del 2008, l’associazione è passata dagli iniziali 55 iscritti ai 90 del corrente anno. Di questi, molti sono coloro che hanno confermato ogni anno la loro adesione; ma vi è stato anche un avvicendamento, per cui in totale sono stati soci dell’associazione 146 persone.

Degli iscritti di quest’anno, 86 sono residenti a Margherita di Savoia, 4 in città vicine. Le donne sono 72, gli uomini 18. La più anziana delle nostre socie ha 82 anni, il più anziano 75; la più giovane 21 anni, il più giovane 50, per un’età media di 60 anni.

Per quanto attiene al livello di istruzione, 9 soci hanno la licenza di scuola elementare, 20 il diploma di scuola media inferiore, 51 diplomi diversi di scuola superiore, 10 sono laureati.

35 soci hanno un indirizzo di posta elettronica e sono quindi in grado di usare internet e di connettersi con il sito dell’associazione www.unitremds.altervista.org Tutti hanno il cellulare e quasi tutti il telefono fisso.

L’attività è imperniata soprattutto sull’organizzazione di corsi, teorici e di laboratorio. Variano di anno in anno a seconda delle richieste, della disponibilità di docenti e di una sede appropriata. Ricordiamo i corsi di storia della Puglia, di autobiografia, di poesia, di italiano, lingua inglese, francese e spagnola, di teatro, psicologia, scienze, informatica; e ancora di cucina, ricamo, attività artigianali, di ballo, yoga, pittura, fotografia, sino alla corale e tanti altri ancora.

Non meno di 40 sono i docenti che hanno tenuto lezione. Tanti altri hanno svolto conferenze e incontri su temi specifici. Per citarne solo alcuni: il prof. Ugo Villani e il giudice Antonio Diella sulla Costituzione Italiana, il prof. Nico Perrone su Liborio Romano e i problemi connessi all’Unità d’Italia, il giornalista Pino Aprile con la presentazione del libro “Terroni”, la prof.ssa Adriana Ceci in una tavola rotonda sul tema ”Prevenire le malattie e le dipendenze: si può”, esperti dell’OIM, dell’UNHCR e Save the Children in un’altra tavola rotonda sul tema “Migrare oggi”, il prof. Pino Cava su Ofanto e dintorni, il prof. Saverio Russo su “Il territorio margheritano e le sue trasformazioni”, il prof. Paolo Vitali con la presentazione di una sua opera e guida alla mostra “Il sapore e l’odore della luce” tenutasi a Barletta.

Alcuni corsi hanno prodotto delle pubblicazioni, come Raccontarsi, a conclusione dei corsi di autobiografia del 2009-10 e del 2010-11 e Siamo tutti poeti del 2012.

All’inizio di ogni anno accademico l’Unitre ha pubblicato opuscoli di presentazione delle sue attività. Si ricordano “Per…corsi di salute: la cura di sé tra il dire e il fare” del 2009 e “Sotto questo cielo una sola terra” del 2011. Tante manifestazioni aperte al pubblico sono state presentate e corredate da locandine, inviti e dépliants diffusi in paese.

A chiusura d’anno, una corale formata da nostri soci ha allietato le serate con canti; analogamente a quanto è successo con spettacoli teatrali realizzati a conclusione del relativo corso e in occasione della giornata dell’8 marzo. Non sono mancati gli incontri con gli autori, i pomeriggi  Un the per te all’insegna di musica, poesia e lettura di poesie di poeti margheritani.

E abbiamo anche realizzato viaggi d’istruzione, come quello alla scoperta delle orchidee del Gargano, a Napoli alla Città della Scienza, a Fasano, nella Salina o alla scoperta di chiese e castelli.

Ma le attività dell’Unitre di Margherita di Savoia non si sono esaurite nell’organizzare attività a  beneficio dei soci: numerosi sono stati gli interventi di solidarietà, come la produzione e vendita di prodotti e manufatti, il concerto per i terremotati di Haiti, l’adozione a distanza di una bambina filippina, la prima accoglienza a profughi del nord Africa.

L’elenco del lavoro svolto potrebbe continuare, ma più che sulla completezza è bene soffermarsi sul significato dell’esperienza dell’Unitre a Margherita di Savoia .

In un contesto che fa dell’ostentazione e del proprio tornaconto il valore portante di ogni iniziativa, non è facile proporre il modello associativo dell’Unitre che propone i temi della cittadinanza attiva, della promozione della cultura, della ricerca di un sano stile di vita, della solidarietà. Valori schivi dai rumori delle piazze, dalle menzogne della politica, dalle premiazioni, da promesse prive di verifica. Forse in conseguenza del fatto che si tratta di un’associazione di anziani, non siamo oggetto di attenzione da parte di chi avrebbe invece il dovere di interessarsi ai bisogni delle fasce deboli della società.

Non possiamo permetterci una sede, non abbiamo contributi pubblici e ci è difficile ottenere sponsorizzazioni. Ci riuniamo in posti diversi, secondo le esigenze e la disponibilità di chi ci ospita: a volte ai tavolini di un bar, tal’altra presso l’AVIS, unica associazione che ci mette a disposizione la sua sede per alcune riunioni. Due anni fa la Salina ha ospitato un corso. Paghiamo una quota alla Scuola Media e al Liceo Scientifico per lo svolgimento di corsi ed eventi.

 A fronte di tante iniziative e a differenza di altre associazioni, quest’anno non abbiamo ricevuto  contributi pubblici, né abbiamo l’appeal per pretenderne da privati! Viviamo degli incassi delle quote associative: 50 euro all’anno per ciascun socio. La Regione ha deliberato un contributo che però non è stato ancora erogato; riceveremo qualcosa dal cinque per mille derivante dalle dichiarazioni dei redditi, per cui abbiamo fatto regolare pratica.

La realtà dell’associazione è senz’altro ben conosciuta dagli attuali amministratori i quali hanno però altri interessi, che li portano a tenersi lontani dalle nostre attività ed hanno propri criteri per l’attribuzione di contributi finanziari o l’assegnazione di una sede. Con l’esperienza dell’età, sappiamo che il potere politico ha le sue leggi che non sono quelle della giustizia, del merito e della buona amministrazione.

Senza fare Aventino, ci consoliamo pensando che non avere rapporti con questa politica ci pone al riparo dai vecchi giochi del do ut des, per cui qualsiasi contributo è subordinato ad uno scambio. Continueremo dignitosamente a contare solo sulle quote d’iscrizione dei nostri soci

Ci assale però un dubbio: quei soldi pubblici che dovrebbero essere equamente destinati ad associazioni che svolgono reali iniziative culturali e sociali, non sono quelli derivanti dalle nostre tasse? Non ci spetterebbero di diritto, dal momento che effettivamente svolgiamo il ruolo e le attività che abbiamo elencato? Ma rischiamo di passare per marziani, all’oscuro delle usanze di questo paese ove vige il Potere assistito da Arroganza e Ignoranza.

Cum grano salis: meglio perseguire i nostri obiettivi in autonomia e libertà, essere autentici soggetti della società civile piuttosto che assecondare la voluttà di esser servi per un grazioso dono. Siamo singolarmente deboli, ma sappiamo fare gruppo e diventare vincenti! A presto il calendario dei corsi e degli eventi dell’anno accademico 2012-2013! Vi aspettiamo! “

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