Barletta, morte bianca Di Lernia: dopo 11 anni un indagato. La verità sull’incidente che uccise l’operaio?

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Giuseppe Dilernia, operaio della ditta edile di Vincenzo Salso, aveva 56 anni ed era impegnato in un cantiere di Margherita di Savoia, in via Turati, il giorno dell’incidente che dopo quattro giorni in ospedale risultò fatale. La riapertura del caso e la probabile definizione delle responsabilità, dopo due archiviazioni, è dovuta all’Associazione barlettana “Nessuno dimentichi Abele” che ha spinto, dietro richiesta dei familiari della vittima, affinchè si riaprisse la vicenda giudiziaria portando avanti l’ipotesi di omicidio colposo.

Secondo gli avvocati Filograsso e Peschechera dell’associazione, in seguito ad una dettagliata ricostruzione tecnica fornita sia dal suo consulente che da quello di parte, le presunte responsabilità sono da attribuire al titolare dell’impresa.

Il responsabile della ditta, infatti, avrebbe integralmente violato le norme del Dpr 547/55, per la tutela della sicurezza dei lavoratori, omettendo, secondo il Pubblico Ministero della Procura presso il Tribunale di Foggia, Rosa Pensa,  di “proteggere adeguatamente, contro la caduta o l’investimento di materiali, la postazione di lavoro occupata dal Dilernia, omettendo di predisporre mezzi tecnici idonei o cautele adeguate a protezione della medesiam postazione”.

Inoltre avrebbe “omesso di disporre le manovre inerenti il montacarichi ad argano, in modo da evitare il passaggio di carichi sospesi sulla postazione di lavoro occupata dal Dilernia e consentiva che le manovre per il sollevamento, trasporto dei carichi non fossero tempestivamente preannunciate con apposite segnalazioni”.

L’unico indagato, appunto il titolare dell’impresa edile, a conclusione delle indagini, avrà 20 giorni per chiedere al pubblico ministero un supplemento d’indagine e di essere interrogato.

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