Barletta, balneabilità acque marine. Legambiente: «Necessarie altre analisi e più frequenti»

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«In questi giorni abbiamo assistito a un mare di diversi colori (giallo alla litoranea di levante e verde alla litoranea di ponente), comportando così una diminuzione di bagnanti lungo le litoranee Barlettane e un polverone di polemiche da tutte le parti. Apprezziamo l’iniziativa dell’Assessore all’Ambiente il quale ha incaricato l’Arpa di analizzare le acque marine, promettendo nuove analisi che si andranno ad aggiungere a quelle consuete che già l’agenzia di protezione ambientale effettua ogni mese a partire da Aprile fino a Settembre per ogni uno-due km di costa», scrive Legambiente.

Tuttavia, evidenzia la necessità di maggiore tempestività: «Peccato però che gli ultimi rilievi avvenuti proprio in seguito alle polemiche siano state effettuate 2 giorni dopo le prime segnalazioni ed i risultati siano stati resi pubblici dopo altri 3 giorni».

Pare che un fenomeno analogo si sia verificato in Sardegna: «Lo stesso problema si è verificato ad Alghero sempre domenica 1 Luglio, ma le analisi sono state effettuate nello stesso giorno del verificarsi del fenomeno e i risultati sono usciti dopo 2 giorni, risultati che imputano la causa a una “ falla nel sistema fognario ”» .

«Il recente sequestro del depuratore cittadino per  via  di sospetti malfunzionamenti avvicina di molto la situazione della nostra città a quella di Alghero, per questo motivo  il circolo Legambiente Barletta richiede non solo che vengano effettuati controlli più frequenti, ma che tali controlli prevedano oltre alle analisi Igenico-Sanitarie,Enterococchi intestinali e Escherichia coli, anche le analisi sul rischio di Distrofia, come :

–         Concentrazioni di nutrienti (Azoto, Fosforo) disciolti nella colonna d’acqua

–         Concentrazioni di Ossigeno Disciolto

–         Domanda biologica di ossigeno

–         Concentrazione sostanza organica totale (OM) o biopolimerica (BPC)

–         Concentrazioni di pigmenti clorofilliani attivi (clorofilla-a) e non attivi (feopigmenti) nella

colonna d’acqua.

–         TRIX

–         Idrocarburi

Le analisi contro il rischio di distrofia servono per conoscere lo stato di alterazione dell’ambiente marino causato da eccessivi accumuli di sostanza organica che porta a situazioni di ipossia/anossia dell’acqua , allo sviluppo di cattivi odori legati alla liberazione di solfuri, a morie di organismi bentonici e di pesci nei casi più estremi.

Questa tipologia di analisi  ci fa capire  se ci sono:

–         Elevate immissioni e produzioni di sostanza organica nella colonna d’acqua/sedimento

–         Stratificazione termica del corpo idrico

–         Scarso rinnovo delle acque

–         Presenza di immissioni fluviali

–         Pressioni antropiche (scarichi di origine fognaria, acquacoltura, n° di imbarcazioni, ecc…)

 Per queste motivazioni, il circolo Legambiente Barletta richiede che le prossime analisi siano approfondite e condotte secondo quanto specificato, e che le stesse siano frequenti e tempestivamente pubblicate, quantomeno al fine di monitorare con estrema accuratezza la balneabilità del nostro mare e la qualità delle nostre coste».

 

Contatti: Facebook: Legambiente Barletta                                                                                               

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