Mercati Bat, settore a rischio. Unimpresa: «Nessuna regola e la minaccia della grande distribuzione»

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Questo mancato rispetto delle norme, secondo quanto stimato da Unimpresa (Associazione provinciale Bat), porta a modifiche a queste forme di attività, nella piena e totale illegittimità in quanto la norma regionale vieta assolutamente qualsiasi operazione come trasferimenti, seppur temporanei, riordini e riqualificazioni dei mercati in assenza di tale strumento di programmazione come avviene a Barletta.

Ad Andria, mentre si rimane nell’attesa di un’area mercatale polifunzionale attrezzata, che avrebbe già dovuto essere operativa da quest’anno, ma che rischia di nascere già vecchia e obsoleta, il comparto vive uno stato di precarietà assoluta, affidandosi ad iniziative sporadiche ed estemporanee con revisioni del Piano del Commercio parziali e infruttuose, venendo meno al principio della garanzia della possibilità di “miglioria” mediante bando pubblico.

Rispetto all’esercizio del commercio ambulante in generale, invece, si assiste ad una quotidiana recrudescenza delle vendite abusive ad ogni angolo di strada.

A Trani, come negli altri due co-capoluoghi di Provincia, il mercato è stato trasferito provvisoriamente in estrema periferia che attende da anni una riqualificazione da tutti auspicata ma mai affrontata seriamente e concretamente. Un sito mercatale inidoneo, che ha determinato la fine quasi certa di quello che era uno dei mercati più appetibili del Nord Barese, allorquando allocato nel centro cittadino e frequentatissimo.

La stessa situazione è simile nel comune di Bisceglie e San Ferdinando. Uno dei problemi logistici per questi mercati è stata la modifica della giornata di svolgimento del mercato di Manfredonia che è stato portato dal mercoledì al martedì.

La conseguenza è che i mercati concomitanti del martedì nei comuni della Bat vedono reiterate e continue assenze di operatori che preferiscono frequentare quello di Manfredonia il martedì con la conseguente disomogeneità dei mercati e caduta dell’offerta, oltre al serio rischio che gli ambulanti concessionari ben presto si troveranno a dover rinunciare comunque ad un posteggio del martedì con danni economici e morali enormi che nessuno si degna di evidenziare.

La situazione è simile nei comuni di  Canosa di Puglia e Margherita di Savoia laddove la legge spesso è stata interpretata secondo convenienze ed opportunismi e ancora oggi si assiste al tentativo di assegnazioni di aree pubbliche a soggetti privati per non meglio precisate manifestazioni fieristiche credendo di ignorare precise previsioni normative sia in materia di assegnazione dei posteggi, che restano a carico dei comuni, sia di vendita al dettaglio dei beni in mostra.

A Spinazzola, il presidente dell’Unimpresa Savino Montaruli, fa sapere di aver intrapreso con il Sindaco Di Tullio, un percorso finalizzato alla riqualificazione e al riordino dell’attuale area mercatale, mantenendola nel centro urbano, riqualificandola e lavorando senza sosta per la definizione, ormai alla fase conclusiva, del contenzioso legato agli aumenti della tassa rifiuti che sta rientrando nei canoni della regolarità, mediante l’affermazione dei principi di legge e il rispetto delle norme vigenti in materia.

L’immagine finale in questa situazione sommaria è il dramma di una Categoria alla mercè di sfruttatori di ogni estrazione e di un sistema parassitario attento ad occupare postazioni lucrative di ingente interesse lobbistico costretta anche a difendersi dalla “Grande Distribuzione Organizzata. “In questo strano Paese – dichiara amaro Monteruli – continua a vigere la legge del più forte e spesso i più forti non sono i migliori ma i più intrallazzati”.

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