IMU ad Andria, manifesto di protesta Anci. La L.A.C.: «Solo una farsa dei Sindaci»

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Il manifesto annunciava un’iniziativa nazionale di mobilitazione per lo scorso 31 maggio, poi sospesa e di fatto annullata a causa del terremoto in Emilia.

“Quel manifesto – denuncia Vincenzo Santovito, presidente dell’Associazione – più che annunciare la mobilitazione era un’elencazione di giustificazioni da parte dei Sindaci verso i propri cittadini per giustificare che  minori risorse trasferite dal Governo (sempre quello sostenuto dai partiti dei Sindaci) significherà meno servizi”.

E il corteo, sottolinea Santovito di “decine di migliaia di cittadini, guidati dai loro Sindaci verso i capoluoghi di Regione e poi verso la Capitale. Ma veramente qualcuno potrebbe pensare che i Sindaci avrebbero potuto e saputo fare questo? Questo può farlo solo il Popolo perché è il Popolo che vive il problema sulla propria pelle e per il Popolo anche qualche centinaia di euro in più di tasse l’anno possono minare seriamente serenità e bilanci familiari, proprio come accaduto lo scorso anno con la rivolta del 21 luglio contro lo sconsiderato aumento della tassa rifiuti ad Andria”.

La proposta in toni provocatori dell’Associazione è che “quegli stessi Sindaci che avrebbero voluto guidare la rivolta popolare, (solo con i manifesti) perché non cominciano a parlare ai propri cittadini spiegando per quali ragioni sono state escluse dal pagamento dell’IMI le Fondazioni bancarie e altre lobbies? Perchè non si è nemmeno minimamente pensato di rispettare il dettato costituzionale secondo il quale il pagamento delle tasse e delle imposte deve avvenire non solo sul patrimonio ma anche in base alla capacità reddituale dei contribuenti? Forse questi Sindaci che non hanno mai imparato a dialogare con i cittadini, pensano che siamo tutti uguali? Purtroppo – sottolinea il presidente – non lo siamo, almeno per quanto riguarda le retribuzioni che vanno dalle poche centinaia di euro mensili dei pensionati fino ai milioni di euro percepiti proprio da molti esponenti di questo Governo “extraparlamentare” che parla dei problemi della gente senza viverli e conoscerli e parla dei disoccupati non conoscendo le difficoltà in cui vivono”.

“Se questa classe politica e dirigente –  conclude Santovito – capisce che sta scivolando sul sapone, allora deve capire che con i ricatti fiscali non si va da nessuna parte e se continuano così si facciano eleggere da Equitalia, dalle banche e da tutti coloro che rappresentano la casta dei ricconi d’Italia che hanno la pancia piena e non credono ai 28 milioni di italiani che hanno la pancia e le tasche sempre più vuote”, conclude.

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