Andria, celebrazioni 2 giugno. Associazione “Io ci sono”: «Perché annullato il corteo se il problema sono i costi?»

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Anche nei Comuni italiani le cerimonie saranno in tono minore e dedicate a chi in questi giorni ha perso tutto, dalla casa alle persone care. Ad Andria e Barletta è stato rivisto il programma della giornata di domani, 2 giugno, ma c’è chi non condivide la decisione di annullare il corteo: “Apprendiamo che è stato annullato il previsto corteo del 2 giugno ad Andria, in seguito, scrivono, al terremoto in Emilia. Pare sia stato altresì annullato anche il “vin d’honneur” (s tratta di un brindisi, accompagnato da stuzzichini e aperitivi di ogni genere), previsto e programmato, lo stesso giorno, pressola SalaRossadel castello Svevo, a Barletta”, scrive l’associazione “Io ci sono”.

“Per quanto riguarda la “mangiata”, gentilmente e finemente definita “vin d’honneur”, siamo perfettamente d’accordo che non ci sia alcunché da “brindare”, anche perché la parola “brindisi” ricorda ben altra tragedia, ma per quanto concerne l’annullamento del corteo siamo in totale disaccordo in quanto non trova alcuna giustificazione”.

Se alla base di tale scelta, sia a livello nazionale che locale, vi è una condivisibile necessità di contenere i costi, quale costo avrebbe comportato un corteo?: “Mentre la CISL ha annullato la festa dell’organizzazione e il corteo sindacale del 2 giugno per recarsi nelle zone colpite dal terremoto; mentre la polemica nazionale sull’opportunità o meno di svolgerela Parata del 2 giugno è tutta incentrata sui costi ritenendo che in tempi di crisi e di pesanti tagli è opportuno ridurre anche la spesa per la tradizionale sfilata di uomini e mezzi in programma a Roma, quale sarebbe il motivo per il quale non si possa, ad Andria, far svolgere il tradizionale, silenzioso, composto, sentito e atteso corteo della Festa della Repubblica, magari con il pensiero sicuramente rivolto alle vittime della tragedia causata dal terremoto, riflettendo anche sull’art. 1 della Costituzione secondo il quale, ancora vigente, “l’Italia sarebbe una Repubblica democratica fondata sul lavoro?”.

E parlando di costi delle pubbliche manifestazioni, non manca un riferimento alla vicenda delle spese sostenute dalla Provincia in occasione della consegna dello stemma: “Poiché siamo convinti che la manifestazione del 2 giugno ad Andria non avrebbe certo previsto i costi sostenuti dalla Provincia Bat (cioè da tutti noi) per l’allestimento di un palco che sarebbe però costato ben 16 mila euro a fronte del costo complessivo della manifestazione per la consegna del Gonfalone della Bat il 19 settembre scorso, costata (sempre a noi) la bella cifra di 23.842,00 euro (spreco d’altri tempi!), rimaniamo convinti che l’annullamento del corteo è una trovata difficile da comprendere, quindi non condivisibile, almeno da parte nostra e questo crediamo sia lecito. O No?”, concludono i rappresentanti dell’associazione.

 

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