Crisi Enaip, l’assessore Camero: «Primo sbocco, salvati 133 posti di lavoro»

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“E’ trascorso un anno circa da quando, affrontando la crisi dell’En.A.I.P. in seno alla Task Force per l’occupazione in Puglia, proposi alla Regione di alleviarne la condizione debitoria distribuendo gli operatori, organici al citato Ente di Formazione e dislocati presso i CPI, tra le altre Agenzie Formative con un DURC che ne attestasse la regolarità sotto l’aspetto fiscale e contributivo. Riecheggia ancora nelle mie orecchie la risposta del coordinatore del Comitato SEPAC, Avv. Davide Pellegrino – oggi Capo di Gabinetto del Presidente Vendola, che così disse: “E chi mai se li prenderebbe?”.

E’ accaduto invece che, sulla scorta di un accordo raggiunto il 15 maggio 2012, in seno alla Delegazione per la contrattazione regionale C.C.R.L. Puglia, n. 133 operatori En.A.I.P. dei CPI di Puglia, verranno distribuiti tra bendisposti enti della formazione professionale accreditati, finanziariamente in buona salute e dalle gestioni affidabili.

In buona sostanza, dell’intero contingente Ente affiliato ACLI, in verità ben più numeroso, cambieranno casacca intanto: n. 44 operatori in posizione di comando presso i CPI della Provincia di Bari, n. 36 della Provincia di Foggia, n. 16 della Provincia di Lecce, n. 15 della Provincia di Brindisi, n. 7 della Provincia di Taranto e n. 15 della Provincia di Barletta Andria Trani. Dei 15 operatori En.A.I.P. presso i CPI di Andria, Barletta, Bisceglie e Canosa di Puglia e presso gli sportelli di Margherita di Savoia, Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trinitapoli e Trani, 5 andranno all’EPCPEP, 5 al CIFIR, 4 al CNIPA ed 1 all’ENAP.

C’è tempo sino a fine maggio per perfezionare il passaggio del personale tra le agenzie formative, onde poter, a decorrere dal 1° giugno 2012, sottoscrivere e rendere giuridicamente operative le nuove convenzioni, vanificando nel contempo, per i lavoratori medesimi, quella in essere con l’En.A.I.P.. L’Ente, nel frattempo, è stato colpito da sospensione cautelare, comminata il 19 maggio scorso, con determinazione dirigenziale n. 885, del Servizio Formazione Professionale della Regione Puglia.

Dismessa la melina, trova finalmente un primo sbocco la crisi che da anni attanaglia gli Enti che sono la storia della formazione professionale pugliese. Per dare una dimensione del fenomeno, va detto che circa 800 famiglie hanno rischiato di essere risucchiate in questo vortice, di qui la necessità di perseverare nelle azioni intelligenti, finalizzate al mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

Purtroppo, non è la prima volta che la Regione Puglia accumula patologici ritardi, che si ritorcono sull’indotto della formazione professionale; già a giugno del 2010, su apposito avviso pubblico della Regione stessa,la VI Provincia definì tempestivamente la relativa graduatoria per n. 16 nuovi operatori, da dislocare presso i CPI, molti dei quali appartenenti all’En.A.I.P., che, se fossero stati presi subito in carico dalla Regione, avrebbero sgravato già allora gli enti dei relativi costi.

Che dire poi dei ritardi nello stesso periodo registrati nell’erogazione dei Fondi Strutturali, necessari per pagare spese, già storicizzate nella misura 3.1 del vecchio POR, con risorse allocate nell’Asse II del PO Puglia 2007/2013?

La Regione Puglia esitò a lungo persino prima di accreditare la somma di 6 milioni di euro, relativa al Piano di attuazione della Formazione Professionale BAT per il 2010, approvato sin da maggio di quell’anno, con grave ulteriore disagio, sia per l’attuazione dei programmi della Provincia, sia per la preclusa possibilità, per gli Enti accreditati, di approvvigionarsi di commesse in materia, attraverso la partecipazione ai relativi bandi pubblici.

Cosa dire ancora dell’adozione da parte della Giunta Regionale della deliberazione n. 136 nel gennaio del 2011, relativamente ai servizi effettuati presso i Centri per l’Impiego? Il provvedimento, paradossale sotto il profilo logico ed impunemente stravagante sul piano amministrativo, penalizzò le Agenzie Formative che avevano operatori nei nostri CPI che subirono ritardi nella riscossione del dovuto per le prestazioni rese. Orbene, nel preambolo dell’assurda deliberazione,la GiuntaRegionale, sulla base delle attività di verifica delle spese certificate riferite al vecchio POR destinate alla remunerazione dei formatori, dispose che le anticipazioni del 95% della spesa, fossero limitate a poche mensilità del 2011 e non come in passato all’intero anno finanziario. La saga delle incoerenze, nella circostanza, portò prepotentemente alla ribalta l’atteggiamento supponente della Regione Puglia nel considerare gli stessi atti d’intesa con le Province unilateralmente derogabili.

Anche stavolta il rimedio è stato preso fuori tempo; salveremo i posti di lavoro ma per l’En.A.I.P. non c’è futuro”.

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