Barletta, convegno Cgil “Lavoro nero, la volontà di emergere”: interventi

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Ad aprire la tavola rotonda è il Segretario generale Cgil-Bat Luigi Antonucci: “Occorre escogitare e trovare le giuste modalità per uscire dal lavoro nero. A tal fine abbiamo promosso il dialogo tra Istituzioni, mondo imprenditoriale e mondo dei lavoratori. Bisogna non accettare il compromesso imposto dalle grandi aziende che con “l’esca” del lavoro spingono gli operai ad accettare bassi salari. Una condizione accettata per continuare semplicemente a portare il pane a casa”.

Sulla stessa linea il Segretario generale Filctem-Puglia Vito De Mario: “Ad oggi il lavoro nero è l’unica possibilità di lavoro esistente; si fa di tutto per rendere invisibili i lavoratori, così ammazzando la “civiltà del lavoro”. Serve avere una sinergia di intenti che porti ad una ribellione generale, al cambiamento”.

Per Francesca Abbrescia, segreteria Cgil-Puglia: “Si deve recuperare la cultura della legalità, recuperare il senso della dignità del lavoro. Allora si potrà dare il via ad uno sviluppo socio-culturale di un territorio. Attraverso la cooperazione e con corrette politiche si potrà uscire dalla buia ideologia del “nero”. Bisogna perciò essere sinceri e dire che l’opera di repressione avviata dalla Guardia di Finanza è soltanto il primo passo per la costruzione di un nuovo modo di intendere il lavoro.”.

Presente anche la Regione nella persona dell’Assessore al Welfare Elena Gentile che ha voluto sottolineare l’impegno della Regione nella lotta per l’emersione del nero: “Non ci fermeremo ai buoni risultati ottenuti, spingendo il nostro operato su due linee guida: sicurezza e qualità del lavoro.”.

Il mondo imprenditoriale si presenta al tavolo con  Raffaele Di Palma, Presidente del Consorzio “Cinque stelle”(nato all’indomani della tragica giornata del 3 ottobre 2011 quando crollò l’ edificio in via Roma): “ Il nostro impegno si è materializzato nell’unione di 40 imprenditori che hanno messo la legalità al primo punto del proprio lavoro. Utile a tal fine il dialogo tra istituzioni, mondo del lavoro ed imprenditoriale, ma è solo il primo passo; infatti risulta ancora molto difficile concorrere sul mercato con il mostro rappresentato dalla Cina.”.

Alla riflessione ha partecipato anche il Sindaco della Città della Disfida Nicola Maffei: “Occorre un sistema d’impresa nuovo, nel quale tutti i rappresentanti del mondo del lavoro abbiano possibilità di far valere le proprie esigenze. È mancato il controllo sulla catena di produzione, così creando delle anomalie che hanno visto lavoratori ed imprenditori votarsi a gesti estremi. Il Comune si sta impegnando con la strategia “Burocrazia zero”, un modo per incentivare ed accelerare la nascita di imprese, un modo per creare opportunità di lavoro.”

Le conclusioni sono spettate a Serena Sorrentino della segreteria nazionale della Cgil: “In Italia manca una vera e solida idea di sviluppo in materia di energie, di innovazione, di mobilità e questo causa un alto costo della produzione e del lavoro. Deve essere abbassata la pressione fiscale sul mondo del lavoro e dell’impresa. Da tempo gli utili ricavati dalle imprese sono finiti nella finanza, creando così un vuoto attorno al mondo del lavoro. Si è scelto allora il nero quale politica imprenditoriale; ma il nero è un danno per la produzione stessa che perde in qualità, quindi in valore. Le “morti bianche” sono la testimonianza dell’insicurezza lavorativa e personale di un lavoratore. Allo stesso modo la sicurezza di un posto di lavoro è anche la sicurezza, la serenità di una famiglia. Occorre un patto tra Istituzioni, Imprese e Lavoro che si voti alla regolarità, alla legalità e soltanto allora si potrà creare sviluppo. Servono imprenditori seri, non affaristi; serve un nuovo modello sociale che più di una semplice volontà di emergere dal nero, da questa condizione, esprima un forte impegno, affinché ciò avvenga.”.

 

Michele Noviello

 

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