Barletta, opere dragaggio porto: iter concluso, progetto al Ministero delle Infrastrutture

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Si è concluso, dunque, l’iter presso l’Autorità Portuale del Levante, con il deposito dei risultati sui prelievi dei fanghi analizzati dall’ARPA e l’accordo con l’ISPRA per lo smaltimento degli stessi. A comunicarlo è l’assessore provinciale Dario Damiani (Pdl), nonché consigliere comunale a Barletta, delegato dal presidente Ventola a seguire la vicenda.

“Nello specifico, per il porto di Barletta- dichiara Damiani- l’ARPA ha accertato che i sedimenti da dragare presenti all’imboccatura del porto non sono inquinanti, per cui possono essere sversati a 5-6 miglia dalla costa, in un’area già individuata, ma non possono essere utilizzati per il ripascimento della costa. I fanghi sotto banchina presentano invece residui inquinanti, motivo per cui verranno destinati alla cassa di colmata di Marisabella nel porto di Bari”. In totale si tratta di circa 150 mila tonnellate di fanghi.

La documentazione completa passa ora al vaglio del Ministero delle Infrastrutture per l’assenso alla cantierabilità e l’accesso ai finanziamenti. Si tratta comunque di un progetto che non richiede ulteriori adempimenti, poiché già conforme al PRG del porto barlettano.

“L’obiettivo di questi lavori- spiega l’assessore Damiani- è portare la profondità a 8 metri per consentire l’ingresso nel porto a navi da 10 mila tonnellate, mentre oggi il limite massimo è fissato a 6 mila. Ciò garantirà un maggiore afflusso all’infrastruttura portuale, con benefiche ricadute sull’economia locale”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dei lavori, l’intera operazione per i tre porti pugliesi costerà circa 20 milioni di euro. “L’assessore regionale Gugliemo Minervini- precisa Damiani- si è già detto disponibile a mettere a disposizione i fondi residui del PON Trasporti, destinati a opere da realizzare entro il 2015”.

Un progetto finalmente in dirittura d’arrivo, quindi, grazie alla sinergia tra i vari livelli istituzionali.

Martina Damiani

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