Trani, suicidio imprenditore. Trovato biglietto: «Non ce la faccio più a portare il pane a casa»

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E’ il volto agghiacciante di questa lunga crisi che non lascia scampo, che inesorabilmente sta stritolando le imprese e che accomuna il titolare di una piccola ditta all’operaio rimasto senza lavoro, uniti nel dramma di non riuscire a “portare il pane a casa”.

Prima di togliersi la vita impiccandosi, ferma restando l’ipotesi del suicidio che appare la più credibile, il 49enne avrebbe dunque scritto poche parole per spiegare il suo drammatico gesto, su un biglietto trovato dagli inquirenti e acquisito agli atti del fascicolo d’inchiesta della Procura di Trani.

Se di suicidio si è trattato, ciò non esclude tuttavia che qualcuno possa aver istigato l’imprenditore all’estrema decisione, forse pressandolo con richieste di denaro a cui era impossibile per lui fare fronte. Su questo aspetto della tragica vicenda si concentra ora l’attenzione del sostituto procuratore Luigi Scimè, alla luce di un inquietante precedente che riguarda Losciale.

Circa dieci anni fa, l’imprenditore denunciò un giro di usura in cui era stato coinvolto: allora ebbe la forza di denunciare i suoi presunti strozzini, finiti sotto processo. Non è escluso, anche se per ora non ci sono neanche elementi sufficienti per suffragare questa ipotesi, che le difficoltà economiche possano averlo spinto nuovamente nelle grinfie dei “cravattari”.

Martina Damiani

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